La pazza avventura da Roccaraso a Procida

– di Ugo Giordano

Sciatori e velisti allo stesso tempo rinnovano il vecchio connubio montagna-mare che ebbe origine negli anni Trenta per iniziativa di Emilio Buccafusca, alpinista e nuotatore, famoso ortopedico, giornalista e pittore futurista.
La Lega navale di Procida, fondata dal generale Salvatore Pugliese, che fece costruire una banchina e la sede, ha rilanciato la Ski Yachting.
Il sostegno determinante dello sponsor Carlo Chionna, lo stilista bolognese che ha inventato i jeans coi colori del mare.

200608-11mIl rapporto tra una gara di sci ed una regata velica, e la loro combinazione in un’unica manifestazione sportiva, potrebbe essere a prima vista incomprensibile, per lo meno singolare. Pure, non è una trovata dei tempi moderni, una di quelle cose nuove fatte solo per stupire, una singolarità di questa epoca singolarissima.
Sci e vela si sono messi insieme da molto tempo. Il loro, come dire?, matrimonio è stato celebrato molto tempo fa. Diciamo che tutto avvenne negli anni Trenta quando una ristretta cerchia di appassionati pionieri praticava entrambe le discipline sportive tra mare e montagna, tra onde e pendii, nel vento.
A Napoli era famoso un trenino che partiva alle 0,40 dalla stazione di piazza Garibaldi. Nella terza classe aveva sedili di legno. L’affollava a fine settimana una umanità molto tipica, uomini e donne con i pantaloni alla zuava, scarponi di montagna, sacco alpino, occhialini scuri appesi al collo, grande allegria.
Una descrizione appassionata e perfetta di quel trenino e di quella rumorosa umanità, sui giornali e nel volumetto “Guida sentimentale dei Monti del Sud”, l’ha fatta Emilio Buccafusca, uomo di mare e di montagna, notissimo ortopedico, giornalista, pittore futurista e soprattutto polisportivo. Il trenino portava a Roccaraso con molte fermate e una sosta di due ore a Caianello-Scalo, nel pieno della notte. Si fermava nelle stazioni di paesi invisibili nel buio. Tora, Presenzano, Sesto Campano, Roccaravindola, Macchia d’Isernia, Sessano, Pescolanciano, Alfedena, Castel di Sangro da dove il piccolo convoglio faceva l’ultimo balzo verso Roccaraso.
A Rocca sul Ràsine, sputava il primo raggio di sole. Qui l’accelerato delle 0,40 da Napoli depositava gli “skiatori”, com’erano esattamente definiti, che si avviavano verso il Vallone di San Rocco. Erano una ventina.
Sciavano pazzi di gioia. Si arrampicavano sulle pendici dei monti e scivolavano a valle con i rudimentali sci dell’epoca con soste opportune in qualche rifugio dove si rifocillavano con l’aspro vino montanaro e porzioni di polenta servita direttamente su tavolacci di legno. Poi, con lo stesso accelerato, tornavano in città. Qui si ritrovavano, di sera, nei Circoli velici del Borgo Marinari.
Tra una partita a scopone e un brindisi, al riparo dai commenti delle giovani mogli, non ammesse a quei conviti, decantavano le loro gesta sciatorie, ridevano dei capitomboli e degli scherzi che sovente rallegravano le loro giornate.
Tra loro spiccava, per simpatia ed energia, proprio Emilio Buccafusca, uno dei trascinatori della banda, la cui eredità sportiva, letteraria e di passione è stata raccolta da Stefano, il terzo dei suoi quattro figli che, oggi, è il promotore, con lo Sci Club da lui fondato, della Ski Yachting.
Quella prima banda di pionieri avventurosi, nella bella stagione, messi da parte gli sci e gli scarponi di cuoio, si ritrovava in mare per affrontarsi in sfide all’ultima virata sulle barche sociali, sapientemente condotte dai marinai al servizio dei Circoli, i quali, su quei signori e le casuali ospiti del gentil sesso, ancora oggi tramandano leggende mirabolanti.
La combinata sci-vela, che quest’anno è stata disputata tra Roccaraso e Procida, nasce da quel lontanissimo e casuale connubio tra montagna e mare e dalla volontà dei figli e dei nipoti di quei pionieri che, in questo modo, rivivono le passioni dei loro nonni e padri, molti dei quali ormai navigano e sciano nei campi elisi.
Per quanto mi riguarda ho partecipato ad almeno cinque delle otto edizioni della Ski Yachting, facendo parte anch’io di quel fortunato gruppo di amici che dallo sci passano con disinvoltura al timone di una barca a vela, così come mio fratello Riccardo e mio cugino Luca Sbordone, protagonisti puntuali tanto che, se si va a dare uno sguardo all’albo d’oro dei vincitori della manifestazione, tra vittorie parziali e combinate, essa sembra quasi una lotta in famiglia. Quando ormai la Ski Yachting sembrava stesse per scomparire, non più disputata dal 2003, per la mancanza di appoggio da parte di un club marinaro, mi è venuto in mente che, come dirigente consigliere della Lega navale di Procida, avevo l’occasione per promuoverla di nuovo, e così con Stefano Buccafusca ci siamo messi al lavoro per riportarla ai fasti delle prime edizioni.
Così abbiamo puntato su Procida, e mai scelta è stata più felice, nella singolarità dell’accoppiamento tra un campo di sci e un’isola.
Ma l’isola e la montagna sono accomunati da quel senso di pace contemplativa e distacco dalla travolgente vita cittadina. Il silenzio dei paesaggi montani si sposa benissimo con quello delle insenature protette dal vento. Gli stessi abitanti, abituati al rigore dell’isolamento, hanno in comune antiche filosofie di vita. Il pescatore e il boscaiolo, assorti nei loro pensieri solitari, si incontrano nella semplicità dei gesti, nel ripetersi quotidiano di riti antichi, sempre uguali, i tempi scanditi dalla natura, i sensi accorti ai suoi segnali.
I blasonati club napoletani sono stati quindi sostituiti, nell’organizzazione, dalla giovane associazione della Lega navale di Procida, che, forte di un entusiasmo proprio dei neofiti e di un magnifico campo di regata, con i suoi pochi mezzi e la piccola esperienza ha condotto perfettamente il gioco. La Lega, come lo Sci club che si chiama proprio come quell’antico treno, “0,40”, nasce dalla passione, una passione forte e combattuta per il mare e il navigare. Il suo primo artefice è stato il compianto generale Salvatore Pugliese, che alcuni anni fa, con l’aiuto di alcuni fedelissimi e delle proprie risorse economiche, ha dato vita a questa associazione, ha costruito una banchina, ha preso in affitto un locale per la sede e coinvolto gli amici e tutti coloro che sentivano la necessità di appartenere ad una associazione sportiva legata al mare.
Da quell’inizio molte cose sono cambiate e cresciute. Sono entrati a far parte della Lega esperti di vela, di subacquea e di pesca sportiva, che hanno messo le loro esperienze al servizio dei soci. Oggi si possono prendere lezioni di subacquea con regolari brevetti, partecipare a corsi di vela con istruttori esperti, partecipare alle regate sociali, e presto si spera di entrare a far parte di circuiti di regate di livello nazionale. Tutto questo senza mai trascurare lo spirito da cui tutto è partito: la convivialità e l’ospitalità, che fanno della banchina della Lega a Procida un luogo da cui non ci si vorrebbe mai separare, in cui c’è sempre qualcuno con cui scambiare due chiacchiere o semplicemente contemplare lo splendido paesaggio che offre il porto di Procida.
Abbiamo, poi, avuto la fortuna di incontrare ed essere sostenuti da uno sponsor eccezionale, un uomo d’avventura, un Ulisse affascinante, uomo di mare, bolognese, ma con i colori di uno scandinavo, ciuffo biondo e occhi azzurri, il più noto degli stilisti di jeans, Carlo Chionna, il fondatore dell’azienda “9.2”, ecco un’altra sigla fortunata, che produce e vende nel mondo i jeans più colorati e di classe, ma anche bermuda, polo e magliette.
Chionna ha dato una scossa al nostro gruppo con la sua simpatia e la carica agonistica e umana. La vita di Chionna è tutta da raccontare, da favoloso e popolarissimo “dj” della riviera romagnola, alla passione per le motociclette, all’amore per il mare.
Fu a Capri che gli venne l’idea di produrre jeans con i colori del mare. Indossava egli stesso un paio di jeans e si tuffò nelle acque capresi da Punta Carena, raggiunse a nuoto la spiaggetta del Faro e qui, guardandosi nei jeans bagnati dal mare, pensò ai colori che avrebbe dato alla sua produzione.
Grazie anche a Carlo Chionna la Ski Yachting può andare avanti nel segno della tradizione e del racconto di Emilio Buccafusca e con l’audacia di un nuovo gruppo, giovane e appassionato.

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