La portantina di Alice

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Marchesa Lucy de Forcade Cannon

Alice Ravà alloggiava d’estate nella sua villa sul Castiglione e d’inverno all’Hotel Quisisana. Dopo una lunga vita vissuta da Smirne a Parigi, a Roma, scelse Capri come suo soggiorno ideale. In un singolare corteo, che incantava i turisti e gli isolani, quattro robusti capresi reggevano la sedia portatile delle passeggiate della nobildonna che godeva anche di una fermata speciale della funicolare.

Durante il 1938-40 a Capri non posso ignorare il ricordo di un personaggio unico la cui presenza dava all’isola una colorita atmosfera d’altri tempi e tutta particolare: Alice Ravà.
Donna Alice, come tutti la chiamavano, era ancora una bellissima gentildonna malgrado i suoi già superati ottanta anni. MoFlto ricca, era la proprietaria di una delle più belle ville di Capri, “La Roccia”, dominante il mare dall’altura del monte Castiglione.
Aveva scelto Capri a sua dimora da qualche anno preferendola a Roma dove possedeva una casa. Durante l’estate soggiornava a “La Roccia”, ma d’inverno passava all’Hotel Quisisana col suo cameriere personale per i tre o quattro mesi invernali. I proprietari dell’hotel, che chiudeva in quella stagione, tenevano aperta per lei un’ala dell’albergo e lì donna Alice passava l’inverno contornata dai molti amici che si alternavano ad andare a trovarla per l’ora del tè.
Alice era di una ospitalità incantevole come sanno esserlo le persone molto anziane di grande lignaggio. I suoi occhi neri rispecchiavano una divertita allegria, i capelli appena sfiorati dal grigio. La sua conversazione era sempre interessante e brillante, colorita da mille aneddoti della sua lunga vita vissuta tra Smirne e Parigi, oltre che in Italia. Qualche volta cantava canzoni antiche accompagnandosi con la chitarra. Aveva una voce intonata e gradevole, malgrado l’età, e gli amici amavano sentirla cantare.
201507-16Spesso invitava noi ragazze sedicenni, figlie dei suoi amici. Quante volte l’ho sentita cantare una delle sue canzoni preferite in francese “car l’irondelle a son nid reviandrà … “.
Talvolta ci riceveva a letto e per noi fanciulle era pura ammirazione per le sue magnifiche parure rosa con piume di struzzo e voile, adagiata su un letto tutto pizzi e merletti tra lenzuola di seta rosa (in Italia, allora, non ne esistevano). Tutto era intonato anche alla stanza in cui aleggiava sempre il suo profumo preferito di Jean Patou, credo fosse “Joie”. Donna Alice aveva la virtù di sapere intrattenere anche noi giovani e aveva piacere di passare un’ora con noi. Era una donna molto alta e parecchio robusta che si muoveva raramente data l’età, ma quando faceva i suoi “viaggi”, da “La Roccia” al Quisisana o a casa di amici, quei “viaggi” si svolgevano in una cornice (come un’apparizione) epoca “Roi Soleil”, ossia a mezzo di una lussuosa portantina che quattro robusti capresi alzavano sulle loro muscolose braccia.
Quando veniva a colazione da noi, a “Villanova”, papà pagava alla funicolare una corsa speciale con fermata a Villanova nel punto in cui il nostro “fondo” era a livello della funicolare. Lì donna Alice, che già era sulla sua portantina nella funicolare, veniva issata fuori di essa e portata a braccia sino alla porta della nostra casa.
Le sortite di donna Alice erano qualcosa che ammaliava i turisti e i forestieri nella piazza. Restavano increduli a guardare lo strano piccolo corteo, pensando di sognare. Nessuno di loro aveva mai visto una portantina “in azione” a meno che si trattasse del papa a Roma. Per i capresi, abituati da sempre ad ogni stravaganza sulla loro isola, tutto rientrava nella normalità.
Con l’incalzare della guerra la figlia di Alice la volle con sé a Roma e la gentildonna morì nella capitale senza rivedere più la sua amata Capri. Sua figlia, Annie Secagno, non fu come sua madre, fu scostante e piuttosto antipatica

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2 commenti su “La portantina di Alice

  1. Ecco: produco borse particolari . Il prossimo modello di mia creazione lo chiamerò’ “Donna Alice Rava’ ” in omaggio a questa incantevole e unica Signora che tanto amava l’Isola di Capri .

  2. Alberto Coppola Amero d'aste 27/06/2016 at 15:22 - Reply

    Ho conosciuto Annie Secagno nella sua bella casa a Roma a piazza di Spagna ed era una donna fascinosissima anche lei, grande amica di mia madre.

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