Le isole di Viviano

– di Mimmo Carratelli

Giornalista viaggiatore, esploratore, navigante sui sette mari, Viviano Domenici, per quarant’anni al “Corriere della sera”, quasi trenta come caporedattore delle pagine scientifiche, è stato negli angoli più remoti del pianeta al seguito di spedizioni scientifiche.
Studioso di storia antica, archeologia e antropologia, ha realizzato reportage originali e vibranti e pubblicato libri di scoperte e avventure. Ora ha raccolto nel volume “Altri Naufragi” le storie d’amore e d’avventura incontrate nelle isole di mezzo mondo.

Dove non è stato Viviano Domenici, giornalista viaggiatore, esploratore, navigante sui sette mari, quale angolo della terra esotico, lontano, lontanissimo non ha visto, descritto, amato, isole di sogno e di naufragi, coste d’avventura bagnate dagli oceani del mondo, deserti color ocra pettinati dal vento? Più “vagabondo” di Ulisse, Viviano Domenici ha passato una vita a scoprire mondi lontani e a raccontare storie che sembrano favole.
Assunto al “Corriere della sera” da Dino Buzzati, è stato per quarant’anni nel quotidiano milanese e per trent’anni caporedattore delle pagine scientifiche, il suo porto di atlanti, bussole, sestanti, portolani da dove salpava al seguito di spedizioni negli angoli più remoti del pianeta, affascinato studioso di storia antica, archeologia e antropologia, il suo bagaglio per scoprire e capire, il taccuino pronto a farsi denso di appunti, la curiosità sempre accesa, le promesse di reportage originali e vibranti.

E’ stato, Domenici, nei luoghi di civiltà scomparse, di dinosauri pietrificati, di tribù superstiti, dal Sahara alle metropoli dei Maya, dalla Terra del Fuoco alle rocce della Cappadocia, dalle terre di Cristoforo Colombo a quelle di Marco Polo, nelle caverne della memoria e davanti ai ruderi della Storia.
In questo elegante libro della De Agostini, “Altri naufragi”, un gioiello di volume, la carta di un vago colore ambra, “incisa” da una grafica suggestiva, Viviano Domenici ha raccolto le emozioni di approdi in isole che sembrano appartenere alla fantasia, ma sono piccoli mondi reali, dove, come lui stesso scrive, “si possono incontrare naufraghi innamorati, idoli che camminano, baronesse con tre amanti, profeti che non arrivano mai, monete di pietra o conchiglia, imperatori con due soli sudditi, repubbliche dell’utopia, pirati alla deriva, uccelli alti quattro metri, tesori nascosti”.
Sono isole sperdute negli oceani, puntini minuscoli sulle carte geografiche “attaccati” a un parallelo o a un meridiano, isole distanti dalla costa occidentale delle Americhe, isole remote nel mare immenso dell’Oceania e piccole isole del Mediterraneo.
Viviano Domenici ci ha già regalato altri libri di scoperte e avventure, “Alla ricerca di sette meraviglie”, “I nodi segreti degli Incas”, “Terra di Arnhem”, “Dinosauri, piramidi e tribù”, “Notte di stelle” (con Margherita Hack).

La scrittura agile di Domenici crea pagine di stupore e incantesimo. Il giornalista-scrittore non “carica” mai le sue storie, negandosi al vanto e all’egoismo del narratore che ha visto cose mai viste.
Sono cronache lievi, carezze alla fantasia del lettore, efficaci nella semplicità delle informazioni che è lo stile asciutto ma suggestivo dei grandi “inviati speciali”, una razza che, grazie alla magia della parola, non morirà mai, creando emozioni, toccando il cuore e la mente, più del “potere visivo” dei documentari cinematografici. Viviano Domenici ha il gusto della scrittura chiara e incisiva.
Il suo libro ci accompagna su lembi di terra “dove possono nascere miti e leggende e spesso la verità si confonde con la fantasia”. Ed eccoci all’Isola di Pasqua, dove scopre il naufragio di un marinaio viareggino e l’incontro con la “ragazza bella”, e i cui discendenti formano oggi uno dei più potenti clan dell’isola. Eccoci a Clipperton, un atollo coperto di guano conteso tra Messico e Francia. E alle Isole Marchesi dove due donne litigano sulla tomba di Gauguin. All’isola di Pitcairn resiste il ricordo degli ammutinati del “Bounty”.

Floreana, nelle Galapagos, svela la storia della baronessa austriaca che vi viveva nuda, con tre amanti. E Tahiti, le Isole Diomede che spaccano il giorno, Samoa, la Tasmania, Madagascar e il suo tesoro, il Canale Beagle nella Terra del Fuoco con l’ultimo pirata leggendario, un napoletano.
Ogni approdo è una storia, tante storie.
Le monete delle Maldive che nascevano in fondo al mare. Il padrone livornese dell’Isola Tristan da Cunha, laggiù nell’Atlantico a ovest del Capo di Buona Speranza. Ma anche isole di casa nostra.
L’Isola delle Rose davanti a Rimini. Il mistero di Ferdinandea. Tavolara del re con due mogli e un regno da operetta.
E, nel lunghissimo viaggio, anche isole fantasma e mostri marini, sirene di incerta bellezza, serpenti che mangiano le navi, la piovra con l’anello matrimoniale infilato in un tentacolo.
Queste sì storie di fantasia, ma raccontate da marinai che giurano di averle viste da vicino, la piovra e le sirene.
Viviano Domenici ci regala tutto questo. E navigar è dolce nei suoi mari.

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