Le isole minori alla riscossa

– di Claudio Calveri

Un patrimonio inestimabile nel Mediterraneo e programmi che interessano 14 milioni di isolani. Il progetto italo-greco.
La manifestazione di Oristano con la partecipazione di Minorca e Malta.
Una rappresentanza di Mykonos a Napoli. Il successo di Cipro. L’attrattiva di fortificazioni e castelli sulle coste e un itinerario suggestivo che coinvolge 23 Paesi.

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200605-10-2mIl 2006 si presenta come l’anno della possibile riscossa o comunque della definitiva consacrazione delle isole minori nell’ambito dello scacchiere mediterraneo, in particolar modo in ambito turistico.
In un quadro dinamico di effervescente evoluzione le istituzioni locali delle nazioni del Mare Nostrum organizzano incontri e meeting nell’ambito dei quali pianificare attività ed elaborare nuove proposte che possano perseguire quella linea di sviluppo dettata dal legislatore europeo già nel 2005.
Se a Bruxelles si parla di “corridoi” costituiti da collegamenti integrati che consentano di percorrere direttrici che vadano dalle zone mitteleuropee e continentali alle coste maghrebine e balcaniche – le costituende “autostrade del mare” – anche gli enti nazionali e locali non perdono l’occasione di intessere rapporti di partnership strategica tra loro. Uno dei progetti più significativi è quello disegnato nel mese di gennaio da Italia e Grecia, i cui ministeri degli Affari regionali, in collaborazione con i dicasteri del Turismo e degli Esteri, stanno lavorando in sinergia per presentare all’Unione Europea un piano organico che consenta di portare sviluppo in un’area, quella definita anche in sede comunitaria come “zona delle isole minori”, abitata da ben quattordici milioni di persone.
Il primo incontro è servito per iniziare a gettare le basi di una collaborazione in prospettiva, con un confronto che ha riguardato tematiche importanti per le isole. Si è parlato di progetti inerenti lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, un ambito di particolare importanza essendo legato alla tutela delle biodiversità del Mediterraneo, un patrimonio di valore inestimabile spesso messo a repentaglio da comportamenti irresponsabili. In secondo luogo si è sollevato il problema della formazione di funzionari pubblici – appartenenti alle medesime aree territoriali destinate a ricevere i finanziamenti europei – che siano in grado di ottimizzare l’utilizzazione delle risorse nella maniera più produttiva.
I risultati dello studio congiunto verranno presentati al Parlamento europeo in occasione delle sedute riguardanti la destinazione dei fondi per il periodo 2007-2013. La visione di lungo periodo vuole – secondo la testimonianza del ministro La Loggia – che il progetto venga esteso a tutte le isole minori dei paesi situati nel Sud del bacino mediterraneo.
Oltre alla dimensione nazionale e comunitaria nascono anche rapporti che vedono protagonisti centri amministrativi minori. Sempre nel mese di gennaio è partita una iniziativa denominata “Rassegna Mediterranea”, riproposta dopo ben sei anni di silenzio. La città di Oristano, in Sardegna, ha ospitato una serie di eventi tesi a mettere in luce aspetti significativi della cultura locale, rapportandola inoltre a quella espressa dalle popolazioni delle altre due comunità ospitate, Ciutadela de Minorca per Minorca e Siggiewi per l’isola di Malta.
Dal 21 al 28 febbraio, ultimo giorno di Carnevale e di Sartiglia, la giostra equestre più antica della Sardegna, si è dato vita ad una festa incentrata sui temi del lavoro e della festa, celebrata attraverso i prodotti materiali e culturali di tre città di isole diverse del Mediterraneo. La manifestazione è stata anche arricchita di spazi dedicati alla gastronomia – “Le isole del gusto”, – oltre che di concorsi votati alla valorizzazione estetica ed alla leggerezza, dedicati ai balconi fioriti e alle migliori vetrine, senza dimenticare la mostra fotografica sui temi della rassegna.
Sulla medesima falsariga, Italia e Grecia continuano il discorso intrapreso a livello prettamente turistico e locale anche su impulso privato. E’ recente infatti il gemellaggio che ha partorito il “Mykonos Party-Fashion Tour”, un evento organizzato dalla associazione “Sinergie mediterranee”. Una nutrita delegazione greca di rappresentanti della mitica isola di Mykonos – una delle mecche del divertimento – ha avuto l’opportunità di visitare i luoghi di maggiore attrattiva del litorale della provincia di Napoli oltre che di gustare i prodotti gastronomici tipici della zona in ritrovi conviviali appositamente allestiti. Sarà poi la volta di una delegazione campana rendere la visita ai “cugini” ellenici.
L’appeal legato alla realtà isolana è più che mai recepito come un fattore vincente della offerta turistica, come rivela l’ultima ricerca a cura della società specializzata BitLab – presentata in occasione della Borsa del Turismo – che ha visto le località di mare balzare in testa nelle lista delle preferenze di italiani, tedeschi, inglesi e francesi per ciò che concerne i viaggi. Il richiamo è stato ascoltato con viva partecipazione dalle autorità di Cipro e Malta, paesi ma soprattutto isole già interessate da un flusso considerevole di turisti.
Se per Cipro però si tratta di proseguire semplicemente sulla china tracciata nel 2005, che ha visto un generale incremento di presenze sull’isola, Malta deve invece ridisegnare le sue strategie, essendo vittima di alcuni problemi strutturali penalizzanti in chiave turistica. In primo luogo gli alti costi di gestione legati alla spesa energetica oltre che ai prezzi dei generi alimentari, che risentono delle difficoltà logistiche del trasporto. Ciprioti e maltesi hanno però scelto la medesima strada per rispondere alle rispettive esigenze e problematiche, decidendo un accorpamento delle competenze in materia turistica in un unico dipartimento per ottimizzare l’impiego delle risorse.
E’ un modello di organizzazione autarchico e virtuoso che si propone quale esempio da imitare per tutte le realtà minori che vivono di presenze turistiche, oltretutto esportabile in ambiti più e meno estesi senza che perda di efficacia.
Di ulteriore interesse storico-culturale in ottica turistica è il progetto formulato dall’ “Istituto italiano dei castelli”, il quale preme per la creazione di un organismo trasversale che tuteli il patrimonio fortificato delle coste del Mediterraneo. La istituzionalizzazione della tutela dei castelli è il passo propedeutico alla elaborazione di una serie di percorsi ed itinerari turistici a tema che dovrebbe coinvolgere Italia, Francia, Spagna, Gibilterra, Grecia, Malta, Turchia, Cipro, Bulgaria, Albania, Montenegro, Croazia, Slovenia, Giordania, Siria, Libano, Palestina, Israele, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco.
Il panorama è insomma senza dubbio estremamente vitale. C’è solo da augurarsi che gli sviluppi siano degni delle premesse.

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