Le rose di Maometto

– di Mimmo Carratelli

Maggio, il mese delle rose. La prima declinazione latina. La rosa di Bagdad e quella tatuata. La vie en rose. La canzone di Totò e il capolavoro di Rodolfo Falvo. Traboccano di rose le melodie napoletane. Quando cantava Achille Togliani. La bossa nova di Altafini. Quello che capitò al Profeta quando sospettò della fedeltà di Aisha, la moglie preferita. Quel giorno che Venere inciampò in un cespuglio di rose. Tanti colori, tanti significati: il bianco dell’innocenza, il giallo della gelosia, il rosso della passione.

Maggio, il mese delle rose. Rosa la rosa, rosae della rosa, rosae alla rosa. La cantilena latina della prima declinazione. In nome della rosa. La rosa di Bagdad (film italiano di animazione del 1949).
La rosa tatuata (il dramma di Tennesse Williams scritto per Anna Magnani, premio Oscar 1956 per la migliore attrice).
Rosa di Maggio (a conuscette a parte ‘e Sant’Eligio, cantava Totò). Portami tante rose (stasera ancor tu dimmi tante cose, cantava Achille Togliani con l’orchestra del maestro Sciorilli).
Rosa Fumetto, la conturbante showgirl degli anni Settanta che per prima mostrò il sedere in tv, testimonial dello spot pubblicitario dell’azienda “Roberta”, lo slip dei vent’anni. Rosa Russo Iervolino (la donna è immobile).
La rosa che ho donato l’altra sera alla mia sposa, bossa nova di Josè Altafini quand’era centravanti del Napoli, incisa dall’Ariston (1968).
Rosa bianca (innocenza), rosa gialla (gelosia), rosa rossa (passione).
La Rosa Tea, originaria della Cina. Rosa, Rusella, cianciosa e bella.
Traboccano di rose le canzoni napoletane. Dicitencello ch’è na rosa ‘e maggio, ch’è assaje cchiù bella ‘e na jurnata ‘e sole (Rodolfo Falvo).
E le rose di Maometto? Ah, questa non la sapevo. Dunque, Maometto aveva 13 mogli e 16 concubine.
Tra le mogli, la più bella e la più giovane, una sposa bambina, era Aisha, occhi neri, capelli corvini, seni all’insù, fondoschiena rotondo. La preferita, stando così le cose.
Pelle di seta perché ad Aisha era noto l’unguento arabo di bellezza (tre cucchiai di argilla verde, tre di petali di rose secchi, tre fiori di lavanda secchi, un cucchiaio di noce moscata, un litro d’acqua, venti chiodi di garofano). Passionale e determinata era Aisha.
Nell’attraversare il deserto si staccò dal Profeta. Il gossip dell’epoca insinuò che si appartasse col beduino Sawfon. Maometto ebbe dei sospetti. E allora l’arcangelo Gabriele gli suggerì di bagnare le rose. Se avessero cambiato colore, i suoi dubbi sarebbero stati fondati.
Quando Aisha tornò a casa con delle rose rosse, Maometto le ordinò di lasciarle cadere in un fiume. Momento di suspense. Le rose rosse al contatto con l’acqua divennero gialle, combinando i due significati delle rose gialle, la dichiarazione di gelosia (Maometto) e l’infedeltà (Aisha).
Questo si racconta tra le fanciulle Uri, le vergini del paradiso islamico, senza bisogno di “Novella 2000”.
Pare che, all’origine, le rose fossero tutte bianche. Era l’innocenza del mondo. Ma sull’Olimpo gli dei e le dee erano per niente innocenti e molti vizi, trucchi, peccati e scappatelle insegnarono agli uomini. E così pare che Venere, correndo, mise il piede in un cespuglio di rose bianche e si punse.
Dove correva Venere? Amanti, fidanzati, ammiratori, spasimanti ne aveva a iosa. Marte era l’amante preferito, Anchise ed Efesto i mariti certi, con Adone un flirt e le venne naturale di fare l’occhiolino a Paride, giurato unico del primo concorso di miss che Giove organizzò sul monte Ida perché il principe troiano scegliesse la più bella fra tre dee, e una era Venere. Paride afferrò al volo l’occhiolino ed elesse Venere.
Correva Venere verso un giaciglio irresistibile? Le rose del cespuglio, bagnate dal sangue della dea, arrossirono per la vergogna e divennero rose rosse. Venere aveva il più sensazionale fondoschiena dell’Olimpo, soprannominata Venere Callipigia (kalli:belle e pygos:natiche). Per questo le rose bianche arrossirono. Mai ne avevano visto uno uguale.
Rosa di Maometto, rose di Venere, rose. La vie en rose (il me dit des mots d’amour: ah, Edith Piaff!).
Rosa di sera, un amore si spera. Maggio, il mese delle rose. Maggio, si’ tu. E chi altri se no?

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