L’Editoriale – Bikini di Agosto

– di Roberto Gianani

Cosa non si fa per un bikini. Arriva agosto, e ogni anno vi tappezzano le strade di tableaux pubblicitari saturi di glutei elastici e girovita a misura di bikini. Aspettate l’autobus, siete in coda sulla circonvallazione o percorrete un viale, e di sicuro, vostro malgrado, vi sorprendete ad ammazzare il tempo facendoci indugiare l’occhio.
E forse, sognando di avere quei fondoschiena fotografati ad arte, (spesso limati e ritoccati al computer con Adobe Photoshop), che vi ammiccano, più scoperti che coperti, tra triangoli di lycra che costano migliaia di Euro al chilo. (A questo ci avete mai pensato?) Un bikini di marca costa almeno 100 Euro, e pesa meno di 50 grammi. Ma va beh, questa è pur sempre una legge di mercato.
Già da mesi, i giornali vi hanno bombardato inneggiando al “trionfo del bikini”.
A dire il vero, i bikini li abbiamo visti vagare da una vita sulla riva delle spiagge. Quel due pezzi lanciato a Parigi nel 1951 dall’ingegnere Louis Reard (a proposito: ma ci voleva un ingegnere per tagliare un costume monopezzo in due?) lo indossavano – più con casualità che con malizia – tutte le ragazze che invitavamo certe mattine al mare.
Da lì, s’era capito che mostrar la pancia nuda per le donne è una tentazione naturale, un vezzo innato e irrinunciabile.
Comunque sia, le pelli sode e levigate, senza quella “buccia d’arancia” che la pubblicità designa come vessillo d’infelicità, ve le fanno balenare come sine qua non di una giornata al mare. Per giugno o luglio al massimo, dovreste essere tutte come Ursula Andress in 007 Licenza di uccidere. O come Jane, alias Bo Derek, quando sensuale, percorre la riva seychellese di Intendance Bay. Esattamente come loro: con le convessità messe là dove servirebbero a sedurre. Uno stress che peggio non si può.
E ci si chiede: ma come vi stiete preparate alla dead line di quei bikini calzati come da diktat della pubblicità? Che a pensarci bene, è un test quasi più crudele e destabilizzante di quelli nucleari, che gli States conducevano nell’atollo di Bikini nelle isole Marshall, nel cuore remoto e azzurro del Pacifico. E laggiù, certo, nessuno poteva vedere “smagliature” di alcun tipo. Chi ve lo dà il metro veritiero per sapere se e quando siete donne da bikini? Eva Erzigòva non può essere: lei è nata magra e magra morirà.
Cosa architettate in questi pomeriggi di agosto? Fate massaggi “riducenti”? Pianificate diete di cetrioli a pranzo, e pomodori a cena? Ore di palestra o jogging nel parco che, spero, avete sotto casa?
Ma poi, siete sicure che la stoffa dell’ideale bikini da raggiungere, segni la fattezza esatta della sensualità dell’anima e del corpo che un uomo – un uomo vero – sogna nella profondità del cuore e della mente?
Fate come volete. Intanto, la posta riversa continuamente pila di brochure, tutte su “L’invito a dimagrire per l’estate”.
E se ve lo dobbiamo dire fino in fondo, c’è da ridere di grasse risate.
Volete sentire che c’è scritto? Ecco: un centro benessere sul Lago di Garda, per essere davvero in forma prima dell’appuntamento spiaggia, propone lo Stone massage. Vi massaggiano la pelle con pietre laviche e pietre di basalto; e hanno pure il coraggio di promettere che vi lasceranno “una sensazione di inaudita leggerezza”. Poi ci sono i Bagni di fieno, (sempre secondo la regola che per gioire bisogna prima soffrire). Niente paura: vi fate seppellire sotto mezzo metro di paglia inumidita. E poi… chissà…? E attenzione: ci sono i trattamenti detossinanti e riducenti, chiamati “Musica e relax”.
Vi sistemano seminudi in una chaise longue ad acqua, vi proiettano intermittenze di luci colorate e vi sparano un CD di canti tibetani. Un’ora di orologio costa 107 euro.
Ma non è meglio che vi somministriate a costo zero Yves Montand che canta qualcosa, qualsiasi cosa, dell’amore? Voi ad ascoltare sul divano di casa, sedute a un pergolato, o su una spiaggia, che magari profuma di mirto e di ginestre. Volete mettere? Aspettate, ce n’è un’altra. In una “stellata” beauty farm della Toscana, ci sono trattamenti dell’ultima tendenza: quelli al cioccolato. Mica la Nutella da ingurgitare al buio davanti al frigorifero senza nessuno che vi guardi. No, la cioccolata vera e liquefatta, stesa con la spatola in ogni centimetro del corpo. Dicono che il burro di cacao in essa contenuto, sia snellente, drenante, purificante: si chiama “Relaxing massage”, 25 minuti a 77 euro.
Neanche l’alta pasticceria di Paul Bocuse costa così tanto! La cosa più bella sono i “Trattamenti di coppia”. Manco fossero le sedute che intrattiene il parroco durante il corso prematrimoniale. I trattamenti di coppia, per mostrarsi presentabili all’estate, si chiamano “Pausa romantica”. La pausa romantica comincia in una vasca termale molto calda, 50° Fahrenheit. Segue bagno turco e poi la “Posa in culla Nimbus con effetto fluttuazione”.
Non vogliamo neanche sapere che cos’é. Poi, fango tonificante e posa in trattamento detto “Caldo Abbraccio” con raggi infrarossi proiettati sopra il vostro corpo a 45 gradi. Infine, “Trattamento viso al vino rosso ad effetto tensore alla vitamina C”. Quest’ultimo, solo 75 euro. In nome di quali perverse, fittizie, speculative e vanescenti fantasie spendete i vostri soldi! Lasciatevelo dire. Dateci retta. Andate al mare, ragazze di ogni età.
Andateci più che potete, a riscoprirvi libere; a ritrovar voi stesse sulla riva salata del mondo. Senza passare dalle sabbie mobili dei test anticellulite. E tanto per trasgredire un po’, portatevi il vostro quadretto di cioccolato nero per un conforto dopo il bagno. E verso sera, annegando gli occhi e il cuore nei cieli rossi del tramonto, ordinate un calice di rosso. Ma da bere, per favore.
E poi, al risveglio, socchiudendo gli occhi per quel sole ardito che accende le estati del Mediterraneo, scendete in spiaggia fino al vostro mare, quale che sia. Rilassatevi ai suoi raggi, cedete con fiducia al suo calore amico. E pigre, dopo aver nuotato, scaldatevi sulle rocce levigate, musicate dalle onde.
Così come sapete fare voi.

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