L’Editoriale – Festa di compleanno

– di Roberto Gianani

Primo giro di boa, l’emozione del primo compleanno. Per noi de L’Isola è festa grande, festa di amici e marinai. La coperta è ricca, ci sono le candele. Tazze di ceci biondi e tocchetti di provolone piccante. Ciotole di lenticchie e salsicce. E olio del Cilento e bruschette di lardo di colonnata e filetti di acciughe e pecorino. E vino bianco di Capri per affogare questa vita ordinaria, le sue tristezze, le sue disperazioni. Soffia il vento, ma è solo un’intenzione. La chitarra di Edoardo Vianello è con noi, musiche antiche, la voce canta, cresce l’emozione.
Paolo Signorini taglia la sua frittata di maccheroni, l’equipaggio apprezza senza pudore. Con noi anche Rocco Di Giamma, comandante del porto di Capri, esperienza e coraggio. La divisa blu mare, i lustrini d’oro scintillanti come riccioli di sole. I guarracini, nei loro lucidi frac, ci regalano una torta di perle e coralli. La candelina è una piccola rosa dei venti, le guarnizioni sono tralci di alghe e schiuma di sale. Tonino Cacace stappa bottiglie di Cristal, i suoi occhi non sono di ghiaccio, sono di cielo.
Mare, mare, mare. Davanti a noi c’è solo mare. Mare di ricordi, mare di riflessioni e nostalgie. Mare dell’innocenza, mare di avventura. Acqua, mare di pirati e pescatori, mare di pesci e di barche. Mare di un vento che non dorme mai, alza il vestito bianco di una sposa, scorre tra le foglie degli ulivi e avvolge il ballo delle tarantelle.
Chitarre, chitarre, chitarre e occhi pieni di ali. Cantano i tetti di Marina Grande, cantano i bicchieri. Accendete i sigari e stappate ancora vino. Brindiamo ai sogni dei bambini e all’isola che è dentro di noi. La cambusa è piena di conchiglie, di pietre di stelle, di facce di donne belle, di rughe di sale, dei profili sognanti della luna, di unghie di maestrale, di urla di mare.
In questo primo anno, “L’Isola” ha navigato e navigato. Venti nodi, soffi di grecale che sono arrivati come frustate da dietro le pieghe del Vesuvio e hanno portato polvere di lava e scintille di emozioni. Sedici pagine, poi ventiquattro, oggi ventotto. Le nostre vele hanno lasciato fogli di ricordi a Capri, Ischia, Procida, nella piccola baia di Mazzarò. Le nostre ancore hanno scavato i fondali della costiera sorrentina e amalfitana, la prua ha affrontato le mareggiate a Ventotene e tagliato le onde nel blu delle Eolie. Siamo andati a Venezia e all’isola di Wight.
Il giornale ha navigato dentro i nostri cuori, nelle speranze, nel desiderio di evasione. Un timoniere di venti e tempeste ha tracciato la rotta per sconfiggere la noia di sentimenti senza sole e giornate di un lavoro quotidiano che deve farci onore ma non può renderci prigionieri.
Nella stiva abbiamo incatenato il tran-tran del tutto uguale, la volgarità delle bugie, il fiele dell’ipocrisia.
Ci siamo stesi in coperta, abbiamo chiuso gli occhi sotto un cielo disegnato di stelle e nei sogni abbiamo ricordato Gianni Agnelli, Monika Mann, Anna Magnani, Faruk, Grace Fields, Indro Montanelli, Achille Ciccaglione.
Mimmo Carratelli ha scritto pagine di amore e di mare, l’equipaggio si è emozionato, i lettori hanno conservato il giornale dentro il cassetto dei sentimenti. “L’Isola” ha navigato da sud a nord e oggi il mensile ha una distribuzione nazionale. Le sue vele arrivano in piazza del Duomo, la sua bandiera sventola nel porto di Trieste.
Un inchino ai nostri inserzionisti, gente di mare, gente dai cuori luccicanti che tengono sveglie le nostre emozioni. Un grazie ai nostri lettori e a tutti quelli che verranno, un cin-cin a chi distribuisce il giornale, un abbraccio agli amici dell’Ail e a quelli dell’Ancim.
“L’Isola” va, doppia la boa e, mentre in cielo la luna è una striscia di carta argentata, una candelina resta accesa sui nostri sogni di domani.

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