L’Editoriale – Il mare di giugno

– di Roberto Gianani

Mare di giugno. Barche lente, pescatori solitari, pirati stanchi di donne e arrembaggi. Naufraghi alla ricerca di verità perdute, di porti sicuri, di taverne di vino e chitarre. Un fiasco di rosso, bicchieri di un vetro qualunque, un giro di carte, una canzone, il profumo di totani e patate.
Gli amici di una sera, racconti bugiardi e immaginari, verità amare, progetti impossibili, sogni di poche ore. Chiacchiere e vino, musica e nostalgia, programmi e nuove euforie quando da una parola di ieri si apre una luce sul domani. Nuove energie, nuove rotte, nuovi bagliori.
Partiamo amici, partiamo.
Lucio Dalla è con noi. Non ha capelli, ha canzoni, che non scendono sul collo, si appoggiano sul cuore. “Lì dove il mare luccica e spira forte il vento…”.
Approdi di una vita nuova, niente città, niente computer. La stanchezza di scrivanie e telefoni, la noia degli appuntamenti, delle cravatte, dei blazer, delle cene di lavoro, della macchina a lavare, del parlare di una moglie, delle bollette, del conto dell’American Express, del mutuo, dei supplizi dei commercialisti. Mare di giugno, andiamo via.

Molliamo le cime, andiamo via. Tagliamo gli ormeggi, voltiamo la schiena a quello che non ci piace. Fuggiamo, salpiamo, navighiamo. Mare aperto, mare libero, mare complice e amico. La vigliaccheria e la fuga, l’anagrafe e l’insofferenza, le delusioni e gli orizzonti, i tradimenti e le speranze, le tempeste e gli arcobaleni.
Mare immenso, mare amico.
Acqua e stelle. Sole e sale, ferite e cicatrici. Il mare sciacqua e guarisce. Si commuove, consola, assolve. Non chiede confessioni, non chiede pentimenti, non impone mea culpa. Ascolta e perdona. Silenzioso e eterno,
onnipotente e comprensivo, generoso e feroce, antico ed eterno, inesorabile e magico. Mare che ipnotizzi e coinvolgi, adeschi e seduci, imprendibile e fiero, imperatore e sovrano.
Mare ti rispettiamo e ti amiamo, fuggiamo dalla vita di tutti i giorni e ti abbracciamo.
Mare mosso, mare calmo. Lo beviamo, lo beviamo a sorsate.
Benessere e sospiri, sapori e colori. Pennellate di turchese e spruzzi di verde e lontano lo zaffiro, il blu notte e lì, sotto una scogliera, l’azzurro e il saltare bianco delle onde.
Costiere bianche, case bianche, spiagge bianche, schiuma bianca. Vele bianche, vento amico, schizzi d’acqua, gabbiani.

Luci di consolazione, il risarcimento del cielo per un inverno lungo e cattivo. Gli occhi diventano mare, un po’ azzurri, un pò blu.
Il mare ascolta in silenzio, qualche volta fa parlare le onde, altre volte alza la voce della tempesta. Vuole farsi rispettare, ha carattere, non ama i confini, le distinzioni di razza, le discriminazioni.
Per lui non esistono prigioni, è un maestro di libertà. Il più grande, l’inarrivabile, il mare.
La barca mette la prua verso sud. Al timone Mimmo Caratelli sorride bambino al pensiero di nuove navigazioni. Le ciglia nelle stelle e la penna che freme. Ha voglia di raccontare, di scrivere sulle righe del mare. Nuove pagine, nuove navigazioni. Gli anni non contano, il cuore batte colpi di remo e si accende nelle fiamme bianche della luna.
A bordo con noi due cani.
Whisky il Labrador biondo che nuota come Fritz Dennerlein e sfida anche i delfini e Alice una bastardina dal culo tondo e ribelle che vive la vita in barca, fa la guardia alla cambusa, annusa l’umore dei venti e profuma di mare come una sirena.

Alice è nata sulla banchina di un porto di taverne e peccati.
Dentro una notte di stelle e canti di luna con i pescatori pronti a stendere le reti sulle rotte del destino. La pesca e la voglia di tornare a casa, le donne alla finestra, la tavola, il vino, l’amore. Il porto di Marsiglia, quello di Jean Claude Izzo.
Sottane sgualcite e play boy persi nei fondali delle nostalgie, nei bicchieri dei ricordi. Donne e debiti, lino blu e cabriolet, notti di sesso e cambiali, rose rosse e assegni protestati. Pugni e piano-bar, pupe e abat-jour quando la vita scorreva gonfia di chiffon e promesse tradite, appuntamenti mancati e rughe maltrattate dal tempo.
Il mare, la compagnia dei cani e i ricordi mentre la notte se ne va a dormire.
Ci svegliamo nell’abbaglio di un sole intenso come il rosso di un orizzonte, come il lampo dell’alba su una vigna.
Ringraziamo questo mare di giugno immersi nell’emozione di un piacere che si allarga all’infinito.

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