L’Editoriale – Il tempo dell’amore

– di Roberto Gianani

Cime d’ormeggio alla banchina, profumo di cordame, bitte rugginose e compagnia di guarracini. Il sole riscalda, accarezza, seduce invitandoci a restare fermi, a restare stesi a prua. Fermi e indolenti a goderci lo spettacolo di questo maggio che non vuol tacere e cerca approdi nell’anima e nei sogni di ogni uomo. Il vento è lento come un brontolio tra gli ulivi che scendono quasi a sfiorare il mare. Come una complicità sussurrata, come il segreto di un amore clandestino che ha poco tempo e non vuole orologi. Il soffio del maestrale arriva calmo, cerca rive deserte e angoli di luci di luna, segreti antichi e attimi rubati per un bacio, per labbra appena sfiorate, per corpi stesi e mani intrecciate. Come cordame sulla banchina, come cime alle bitte, come lampare a prua. Il mare scorre pieno di sole. Acque limpide e silenziose che baciano la riva con labbra di schiuma. Carlo Marrale canta “Besame mucho” e la dedica a Fanny una donna sottile, i capelli biondi e ondulati e lo sguardo di carezze. Occhi dentro gli occhi, un intreccio, una confidenza, una dichiarazione. Parole sussurrate e una chitarra. Poi la voce conquista, ti avvolge e dà l’assalto al cielo. Il sole brilla, accende terrazzi e pergolati. Un ciliegio apre le braccia ad est, le bouganvilles si affacciano verso giochi di venti leggeri e bagliori. I primi ombrelloni a strisce bianche e blu sono marinai in divisa, sentinelle di spiagge e nuove emozioni.

Sapore di nuovi azzurri. I giochi dei bambini e la pelle delle donne. Occhi pieni di sole, raggi di miele, frutti di luce. Fiocchi di primavera. Maggio è il tempo dell’amore, è l’oro giallo del sole. E’ il respiro dei pini nel vento del maestrale. E’ la voce di Cristina Donadio che diventa pelle, racconto, lacrima, sentimento, passione. La bella faccia bagnata dal mare di Capri, il caffè al bar Grottino, la storia d’amore con Claudio Botti e quella voce che arriva come una vela, come una poesia. Intorno spazi dolci e tiepidi di luce. Il biancheggiare della calce sui muri delle case. Facce belle di pescatori, occhi con respiri di onde. Barche all’ormeggio dondolanti e quiete. Il colore del mare, il brillio dell’acqua sulla riva, ricami di schiuma. La musica della risacca, il suono del cordame alle bitte, la cantilena di una preghiera. Veli di sposa sul sagrato della piccola chiesa. Il parroco, il sindaco, gli amici, i parenti, i curiosi, gli ex amanti. La pioggia del riso, gli auguri. Il vestito di voile di mammà stretta in un bustino che la fa sembrare ancora giovane e desiderabile. L’abito grigio di papà. Scarpe lucide di cromatina, calzoni stirati, un’orchidea sul reverse di sinistra, il fazzoletto bianco nel taschino. Tutto su misura, compresa la cravatta, roba di rara qualità. Il cielo è un lenzuolo luccicante di sole. Complice e sensuale, protettivo e malizioso. Benedice l’amore mentre un soffio di vento porta desideri inconfessabili e languori.

Baci di rose, sposi vogliosi, la festa e il sapore del vino. Amori di maggio. Nella piccola pensione affacciata sul mare Bibi si stringe a Nanette. Il marinaio e la sua donna si svegliano abbracciati dentro il profumo di un giorno nuovo, ancora assetati di sguardi, di bocche, di corpi. Fuori da quella stanza la vita può aspettare. Maggio è il loro approdo, è il palcoscenico di un amore clandestino, è il piccolo terrazzo con i rampicanti, è il rosso fiammeggiante di una rosa sul cuscino. Il porticciolo è in festa. Le banchine sono percorsi di luce. Dentro un’aria che scintilla di profumo Maria Rispoli scende alla marina abbracciata a una nuvola di fresie. E’ una donna di riccioli di sole, emozioni, nostalgie antiche e orizzonti di sentimenti puliti.
Nello sguardo l’onda di un ricordo inguaribile e una preghiera da consegnare al mare. La malinconia per nonno Peppino che ora è in paradiso a pescare le stelle.

Quei giorni di maggio ai bagni “1° Letizia”. Le cabine bianche e gialle. Le bouganvilles, i gerani, l’acqua alla fontanella della spiaggia del Fico, la lancia di mogano di nome Cristina con le murate bianche e gli scalmi di ottone. Le lenze, la cerimonia delle esche e degli ami. Uncini per polipi e nostalgie. La poppa verso la riva, la prua all’orizzonte. L’attesa e i racconti sul mare, ore senza tempo, e storie di porti, pesca, donne e marinai. Occhi di stupore, sogni bambini accesi dentro il sole. La pesca e la meraviglia di ascoltare. Ci sono amori che hanno sguardi e poesie e rughe e facce di nonni. Nonno Peppino asciutto, snello, senza una piega, senza un compromesso. Eterno amico, una tenera malinconia, una ferita di corallo. Una storia come un vento leggero che lascia il ricordo incancellabile di un rapporto speciale. E aiuta a ripensare al sentimento profondo dell’amore, all’emozione, alla bellezza della vita. Chiudiamo gli occhi per sentire il rumore del mare che ci canta fin dentro il cuore. Una melodia dolce come l’amore di Cristiana per la monella Didì.

Occhi pieni di stelle, le tasche piene di conchiglie, le parole piene di sogni. Una madre e sua figlia. Voce, occhi e anima cucite da un filo antico e indistruttibile che si muove nel cammino dei giorni e delle parole, che fuga la solitudine di un dolore. Stessi respiri, il “parlarsi dentro” nel muoversi quotidiano di un racconto a quattro mani nell’incanto di incontri sempre sorprendenti mentre il cuore spande miele. Il camminare vicine di una madre e una figlia. Quell’amore indispensabile che disegna i giorni e li colora, li rende unici, certi e appassiona il domani. Una donna e una bambina, frontiere di bellezza. Capelli sciolti, farfalle sulla riva. Barche di baci, navi di carezze e di sogni. Ali, voli e mille vele dipinte. Fiocchi di cotone pulito. Gli occhi della monella Didì. Lo sguardo affacciato all’orizzonte ad inseguire i gabbiani. Il cuore piccolo già grande per l’emozione del mare. Sentimenti semplici e immensi. Fiamme colorate nell’oceano grigio degli adulti. Dalla riva del loro amore il mondo di Cristiana e Didì è un bel posto da guardare. Mani strette, quando non desideri niente, solo abbracciare la vita e portarla in cima alla felicità.

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