L’Editoriale – Il vizio di sognare

– di Roberto Gianani

Quel sabato di aprile di due anni fa, quando il nostro giornale “L’Isola” ha alzato per prima volta le vele, Capri si era svegliata sotto un cielo di luci e colori. Colori di rosa all’orizzonte pennellavano Procida e Ischia e arrivavano fino a Ventotene in un quadro che sembrava volato via dal cavalletto di Giovanni Tessitore, il pittore di una Capri alla ricerca del tempo perduto. Gabbiani zingari ballavano la musica di un universo in festa. Forse Cristo era nato lì, certo le tinte della vita erano di una bellezza intensa che faceva riflettere e pregare.
A Caprile, il tamburello di Costanzo Scialapopolo ruotava sopra un girotondo di gonne fiorate e foulard che chiudevano la porta ai brontolii di marzo. Nanninella era stretta in un corpino di merletto bianco, un’onda di capelli color miele, i seni tempestosi e la voce che catturava naufraghi e desideri di avventura. Intorno una tarantella di movenze seducenti, la musica delle fisarmoniche, il suono delle nacchere. Le gambe delle ballerine bruciavano in lampi di nervi e di sensi. Fate di luce, lampade di brace. “Femme je t’adore” avrebbe scritto Charles Baudelaire.
Noi eravamo marinai dell’amore, le donne sogni in cui non ci si stancava di perdersi. Il vizio di sognare, l’unico che fa bene alla salute, allarga i polmoni e aiuta a respirare. Entra aria pulita, i pensieri volano in alto e le farfalle spiegano al cuore il linguaggio dei fiori.
Quel sabato di aprile di due anni fa il tempo era lento e non si mangiava la vita. Gli sguardi innamorati di Giampiero e Claudia Fiorillo bucavano le stelle, danzavano i primi baci della primavera e un avvampo di luce trionfava tra gli scogli di Punta Carena. Dalle finestre aperte della casa del guardiano del Faro arrivava l’adagio di Albinoni. “Nu pianneforte ‘e notte sonava lontanamente. E ‘a musica se senteva pe ll’aria suspirà”.
Sospirava il vento e portava nostalgie, pensieri, idee. Pazza idea, un giornale per navigare tra isole e costiere del mondo. Chiudere le porte della città, spegnere le vetrine, annullare incontri mascherati di cortesia, preparare le valigie, andare lontano, viaggiare, lanciare un grido di protesta, rubare la felicità, raccontare le storie e le leggende, andare per mare come Simone Bianchetti. Non perdere il vizio di sognare. Un giornale e una redazione di marinai con le penne come vele per stampare le emozioni e sentirci liberi di frequentare uomini solitari e donne appassionate, la cultura dei sentimenti e il volo degli aquiloni. Cieli diversi, tramonti lontani e l’isola come approdo per qualche giorno, porto della vita o solo esilio di profumi e silenzi.
La barca ci aspettava alla banchina. Era lenta e sognante, il legno robusto, le vele ben rammendate e a poppa una bandiera di libertà. La libertà di andare verso le isole “o forse non so dove” come diceva Gustave Flaubert, l’autore di “Madame Bovary” che amava le tempeste delle coste della Normandia e le cene scollacciate al ristorante “Magny” della Rue Dauphine a Parigi. Noi pure amiamo le donne e le cene. Alle prime ci inchiniamo e baciamo la mano. Alla cambusa ha pensato Salvatore Liguori. “Ehi di bordo, ho portato la pasta di Gragnano, il tonno di Cetara, le lenticchie di Ventotene, il peperoncino di Crotone, il vino di Ischia, i limoni di Sorrento, l’olio del Cilento e un augurio sincero. Buona navigazione, che il vento sia con voi”.
Per acclamazione Giovanni Forte, barba da pirata e cuore di Malvasia, è stato eletto cuoco di bordo. Il tegame di maltagliati è diventato piatto, è diventato tavola e allegria. Un gruppo di marinai nostalgici e brontoloni è diventato equipaggio, amicizia e compagnia. Le chiacchiere lente, i ricordi, il desiderio di raccontare sono diventati scrittura e una goccia di emozione, penzoloni fra le ciglia è diventato giornale. Le pagine bianche dei taccuini sono diventate cronaca, racconti, righe di mare.
Sulle murate Alessandra de Martino ha disegnato un sogno e una bandiera di avventura. La ruota del timone l’ha presa Mimmo Carratelli, fabbricante di parole come fiori. Intuito pronto, rotte sicure, musica nella penna. La leggerezza dello scrivere e un carico di anni anarchici e zingareschi da portare in giro tra isole e costiere. Giornalista scanzonato, marinaio della vita.
Carlo Nicotera ha dipinto derive antiche e inquietudini presenti. Le pagine di Giuseppe Aprea sono fuochi accesi su una Capri lontana. Alessandro Cecchi Paone porta cuore e cultura, la penna di Pietro Gargano ci fa volare. Alessandro Bergonzoni gioca con le parole e i pensieri, Vittorio Paliotti racconta la vita, l’inchiostro di Angelo Caroli ci ubriaca di sentimenti, ma tutto l’equipaggio è un trionfo di acquavite. Così, durante questi due anni, non siamo mai rimasti a corto di ali. C’è il giornale, il mare, la barca e il marinaio. Rotolano le onde, la prua morde l’acqua, si baciano le vele, cantano i gabbiani. La voce dei porti è fatta di vento e di sole. Parole di mare portate tra isole e costiere, tempeste, bonacce, leggende. Leggende di scrittori, poeti e avventurieri. Storie di donne belle e spregiudicate, gran dame e cortigiane. Amori e passioni, inganni e tradimenti. La cultura e la cronaca, la musica e l’intrigo. Anna Magnani e Roberto Rossellini, Francesco Spadaro e Monica Mann, Pablo Neruda e Matilde Urrutìa. Gente di mare, tormenti e angoli di dolore. Febbre di avventura e fiamme di amori clandestini.
“L’Isola”, un mensile per vivere e sognare. I tramonti ramati a Salina, la ballata lenta del tempo nella laguna di Venezia, le bouganvilles di Franca Coin, il “Magia” di Paolo Signorini, le case azzurre di Corfù, la chitarra di Ugo Calise, le paure di Giuseppe Marotta, i racconti di Ciro Cenatiempo da Ischia, il faro di Pantelleria, le notti di pesca di Erri De Luca, la Sorrento languida di Max Vajro, i reportages romantici di Nino Masiello.
Voci di porti, isole e costiere. Per noi del giornale è il secondo compleanno, due candeline accese sui sentieri del mare. Ma due rondini non fanno ancora primavera. C’è tempo. Il tempo di una barca lenta per navigare, riflettere, raccontare. Il mondo è grande, il mondo è blu e la luna ha sempre una faccia nuova.

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