Letojanni, mare, aria azzurra e per sindaco un marchese

– di Matteo Abbate

Un piccolo paese siciliano e i suoi personaggi. Le reti di don Mimmo, il vespino di Bastiano, il cimitero di Carmelo, il ristorante di Nino, il barbiere Ignazio e l’edicola di Pina. Una minuscola baia protetta da due promontori. Il castello saraceno e la rocca di Castelmola.
Equilibrio e pace. Una scena di “Johnny Stecchino”. Via Bellini Show, passerella dei vip.

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200906-13-3mStoria di Letojanni. Storia di mare e di aria azzurra, di pescatori e di coraggio, di numi tutelari all’ombra dei crocicchi, e antichi sguardi di rughe sui muretti. E’ la vecchina che ti chiede, appesa ad un bastone, la Michilissa, la moglie di Michele: – Cu Si? Chi sei?- Ti benedice con la mano e sei di casa, già.
A Letojanni i picciriddi cumannanu i ranni, a Letojanni i piccoli comandano sui grandi. Per sindaco un marchese, rampollo di casata, Mauro Gianni, architetto, signore di castello saraceno e tutte le sue fate. Per esponente illustre, il primo ad operare il tumore cerebrale, Francesco Durante, che curò la principessa, altero mezzobusto contro parroco e campane.
A Letojanni… Dove giovani e anziani seguono mareggiate e scavano sabbia, per una traccia preziosa di passato, un monile, un galeone, un badile, un forziere, un messaggio e una bottiglia. Perché il ventre acquoso di quel mostro, a volte culla a volte mostro, è abbastanza profondo da custodire storie di nazioni, tra Scilla e Cariddi, o le spoglie del ventenne Pablo, annegato per salvare due straniere, madre e bimba, inghiottito in direzione scoglio.

Quel ventre acquoso, abbastanza generoso per le reti di Don Mimmo, audace e trionfatore: sugnu nu squalu! Sono uno squalo! Su una rete sazia di cibo, ricchezza e speranza. E adesso che non c’è più, Mimmo ha un angolo di fama, la sua metamorfosi in pesce di rapina è cantata: sugnu nu squalu! E se qualcosa non andasse, se qualcosa vi giovasse… a Letojanni … giungerebbe da un anfratto il vespino gracchiante: Bastiano Cingari accorre per salvarti. In blu col tempo bello, in giallo impermeabile con pioggia, col casco rosso della festa o col nero dei feriali. Bastiano scorrazza, tra bollette da pagare, caffè per ristorare, notizie da spargere, morti da piangere e novità da smistare, con l’aria e l’importanza dell’araldo. A Letojanni… Trovi ancora la pietà. La pietà per l’anima degli esseri, non degli uomini soltanto. Un cimitero per i compagni dell’uomo. Carmelo Savoca comincia con due cani, i suoi. Un viottolo un selciato, un’aiuola. – Posso mettere qui il mio canarino? E il mio gatto? E il mio criceto? – Cento bestiole adesso dormono, degni di ricordo e preghiera. E un fiore di gioia.
A Letojanni…

Sarà che questa baia è raccolta, minuscola, quasi invisibile, protetta dai promontori di Sant’Alessio e Taormina, dal Castello Saraceno a nord e la rocca di Castelmola a sud. Sarà che su queste spiagge la storia dell’Europa corre verso se stessa, verso una identità, che è cultura, che è concetto, che è grecità. Sarà che per recarti a Letojanni non puoi essere di passaggio.
Ci devi voler andare, con intenzione, con l’intenzione di svoltare, di scostarti dalla principale, dalla Strada Nazionale, che resta dietro, lontana. A Letojanni la vita rallenta, eppure a pochi passi, oltre gli scogli, c’è Naxos la frenetica! A Letojanni la vita rallenta, equilibrio e pace. E non lo sanno, loro, i turisti. I turisti che d’estate portano vento superficiale e gossip, vento di rumore per il rumore, di risate insensate, di biciclette spensierate in senso vietato e ombrelloni sottobraccio.

Non lo sanno che Letojanni non è mai entrata in letargo, d’inverno. Ha allenato lunghe braccia per accoglierli d’estate, li ha cullati, sognati ad occhi aperti. Non lo sanno. Non sanno che i loro mugugni per parcheggi mancanti, francobolli assenti e spiagge zeppe di lidi, sono ancora amore per l’incanto che questo posto svela e sembra aprire in ogni scorcio. Dall’alba, quando la madreperla si alza dal mare, a pelo d’acqua pesci e delfini di passaggio nello Stretto, i tetti di Sila e Calabria sono in vista.
Al tramonto, quando palafitte si accendono di lumini e canzoni da pianobar, e tavolate di stranieri cantano “Vitti ‘na crozza”, e si va al Ristorante da Nino, dove mangiano i vip e i Fiorello, illustri concittadini. Una ripresa da cinema con Giuseppe, o qualche briciola di fama con Rosario e Mike e la zia letojannese della caponatina, quella dello spot.

A Letojanni… Il Salone delle Palme del barbiere Ignazio in cui Benigni gira la famosa scena di Jhonny Stecchino, del coro “Allo zoo”: Scusati, si poti sapiri cu minchia era ca faceva u tacchinu, eh?! E il giornale… a Letojanni… il giornale che si compra da Pina Siligato, folletto biondo senza età, dalla famigerata insegna Cartolibreria Edicola e Bigjotteria, svista letteraria, comico vessillo e beffarda profezia. Un destino da big, da vent’anni al comando di un galeone di riviste e quotidiani. Da big tra i big, nella sua strada, Via Bellini, che diviene Via Bellini Show, la via dei personaggi della letteratura e dello spettacolo invitati dal folletto biondo per Quattro Chiacchiere… Con…
Diventiamo importanti, eh, signora Pina. Buttafuoco, Abate, Seminara, Consolo, Mondadori, Bompiani, Sellerio.

Un cliente tradizionale si complimenta, ammiccando con simpatia.
E chistu chi è, novu? E lui, è nuovo?- rivolto verso il commesso. – Lui è Matteo. Lui… anche…scrive –

Letojanni, in provincia di Messina, è un comune di 2.476 abitanti e fa parte del comprensorio turistico di Taormina

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