L’isola di Usain Bolt

– di Robert Blanco

Giamaica dove tutti corrono veloci. Qui nascono i campioni olimpici e mondiali dello sprint, uomini e donne, fino all’apparizione di Usain Bolt che vince e, sul traguardo, mima di scagliare una freccia. Protagonista annunciato a Londra 2012. Bob Marley, il leader con la chitarra. La casa di Ian Fleming e le spiagge di James Bond. Quello che scrisse Colombo sbarcando sulla costa fra Ocho Rios e Montego Bay. Una donna al comando del governo. Il raggae e la filosofia rasta. Troppi omicidi a Kingston, la capitale.

Lui e Usain Bolt, protagonista sicuro a Londra 2012, 26 anni, alto 1,95, peso forma 94 chili, la pallottola umana, l’uomo piu veloce del mondo, il fulmine, la saetta, il nuovo figlio del vento e di Wellesley Bolt, dipendente della fabbrica di caffe Windsor a Sherwood Content, nel nordest della Giamaica, e di mamma Jennifer, nipote di nonna Monica che lo coccola col porridge al mais e il pudding all’uvetta, mentre per le patate dolci e il maiale il ragazzone va da zia Lilly. Gente della Giamaica. Gente veloce “quando sei costretto a fare cinque chilometri per portare fino a casa i bidoni dell’acqua potabile, stessa cosa per andare a scuola o al supermercato”. Gente che non cresce ad hamburger, non conosce il fast food e non ingurgita porcheria industriale: solo frutta tropicale.

Usain Bolt e l’irraggiungibile, felice ragazzo delle piste di atletica, “un pagliaccio da bambino” come informa sua zia Zoe, un simpaticone ai blocchi di partenza e di la del traguardo quando mima di scoccare una freccia o accenna a un passo di danza giamaicano.

Gente di Giamaica veloce. Come, prima di Bolt, il vecchio Ben Johnson, il dopato di Seul 1988 che ora ha 51 anni e piange sugli steroidi versati. Come Linford Christie, il piu veloce ai Giochi di Barcellona 1992. Come Donovan Bailey, il piu veloce ad Atlanta 1996. Come Asafa Powell, il colosso di Saint Catherine (1,90), che e stato prima il piu veloce di tutti, poi il secondo piu veloce dopo Bolt, poi il terzo piu veloce dopo Bolt e lo statunitense Tyson Gay. E Don Quarrie, il proiettile di Kingston, che vinse la medaglia d’oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Montreal 1976. Usain Bolt non ha avversari quando corre. La sua esagerata mole di muscoli guizzanti esplode allo sparo dello starter, avanza con la potenza del tuono, si distende di grazia nelle ultime falcate e, prima del traguardo, sa gia di avere vinto. Prima di correre pollo fritto e noccioline. Dopo, smorfie e danza.

Percorre i 100 metri in 41 passi e alla velocita di 35,578 chilometri orari. Ne fa 80 di passi sui 200 e accelera ancora sulla doppia distanza, velocita oraria di 37,52 con una punta massima di 43,900 chilometri l’ora. Detentore dei record mondiali sulla distanza breve con 9″58 e sulla distanza doppia con 19″9. Da quattro anni e la lepre degli stadi. Ha detto: “Posso migliorarmi ancora, sino ai 9″40 sui cento metri e sotto i 19″ sui duecento. Oltre il corpo umano non potra andare”. Era gia alto 1,95 a quattordici anni e giocava al calcio a piedi nudi. E gia e pronto il ventitreenne Yohan Blake, un bagnino di Montego Bay, la quarta citta piu popolata della Giamaica, rapito dall’atletica, oggi al settimo posto fra i velocisti di sempre. Ha corso i 200 metri appena sette centesimi sotto il record di Bolt, campione del mondo l’anno scorso a Daegu, nella Corea del sud. Giamaica, l’isola della velocita. Corrono forte anche le donne giamaicane. Merlene Ottey ha partecipato a sette Olimpiadi nelle gare-sprint. Veronica CampbellBrown ha corso in cinque Olimpiadi. Shelly-Ann Fraser-Pryce e stata la prima donna giamaicana a vincere i 100 metri olimpici. È successo ai Giochi di Pechino 2008. E l’anno dopo si e laureata campionessa mondiale sulla stessa distanza. Melanie Walker e campionessa olimpica dei 400 ostacoli.

Gente di Giamaica, l’isola di Usain Bolt e di Bob Marley, ucciso dal cancro a 36 anni. Stava tornando a casa dalla Germania, dopo un controllo a Monaco dal dottor Josef Issels, uno specialista nel trattamento di malattie in fase terminale. Un tumore esteso. In aereo si senti male e il velivolo venne dirottato a Miami dove Bob fu ricoverato al Cedar of Lebanon Hospital. La sua ultima tappa. Si spense una voce coraggiosa, non vibrarono piu le corde della sua chitarra. Mori lontano dalla sua isola, lui che aveva cantato: “Sei in Giamaica, avanti, sorridi, in Giamaica, tutti insieme, in Giamaica tutti, citta piena di sentimento, gente piena di sentimento. Oh Signore, stanotte aiutaci, spazza via la tentazione del male, versa un po’ d’acqua nel secchio, e sorridi”.

Leader politico, spirituale, religioso. Negli slum di Kingston esplodevano sentimenti di rivolta verso il sistema da parte dei giovani neri che vivevano ai margini della societa. Erano i “rude boys”, giovani afrocaraibici, che rifiutavano il lavoro e conducevano una vita di espedienti, protagonisti di bravate provocatorie, in dissenso con la cultura e l’ordine. Bob Marley tento di allontanarli dalla violenza con i testi di alcune delle sue canzoni. Canto il degrado di Trenchtown, un quartiere di case popolari di Kingston. “Trenchtown non e Giamaica, Trenchtown e ovunque, perche e il luogo da cui vengono tutti i diseredati, tutti i disperati, perche Trenchtown e il ghetto, e qualsiasi ghetto di qualsiasi citta, e se sei nato a Trenchtown non avrai la benche minima possibilita di farcela”. Mori dicendo al quarto dei suoi tredici figli: “I soldi non possono comprare la vita”. Tutto il mondo cantava “No woman, no cry” che aveva scritto nel 1975. “No donna non piangere. Nel cortile del ministero a Trenchtown osservando gli ipocriti mescolarsi alle brave persone che si incontrano”.

Giamaica, terra di dolore, di schiavitu, di poverta, di canzoni e di velocisti. Isola grande, nel mare caraibico, a sud di Cuba e a est di Haiti, grande meta della Sicilia, dieci volte piu piccola di Cuba nell’arcipelago delle Grandi Antille. Giamaica che, nella lingua araba degli indigeni Taino, significa “terra delle primavere” o anche “terra del legno e dell’acqua” perche gli alberi arrivano sin sulle spiagge fin a perdersi nel blu dell’oceano. Piu lunga (240 km) che larga (85) col massiccio cristallino delle Montagne Azzurre che svettano sino ai 2.265 metri. Due milioni e mezzo di abitanti, in gran parte discendenti di ex schiavi africani. Isola di emigranti. Nel secolo scorso ne sono partiti un milione verso gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Canada. Isola di piante e fiori tropicali, la canna da zucchero e la marijuana. Isola della Farfalla Omero, gialla e nera, dalle larghe ali e dalle lunghe “code”. Isola di colibri e tucani, di alligatori e squali. Giamaica calda e umida durante quasi tutto l’anno, a rischio di uragani in settembre e ottobre. Il gioiello della Blue Lagoon, che i giamaicani chiamano “Blue Hole”, buco blu, che non e una laguna ma una profonda insenatura circondata da un giardino tropicale, set cinematografico di numerose pellicole. Robin Williams vi giro “Club Paradise” nel 1986. La vamp hollywoodiana dai capelli rossi e gli occhi verdi, Maureen O’Hara, vi interpreto “La taverna della Giamaica” di Alfred Hitchcock. Le acque minerali che sgorgano dalla rocce sono afrodisiache e curative. Giamaica delle banane e delle noci di cocco che partono sulle navi dai due porti gemelli di Port Antonio, la citta in cui l’arrivo dell’attore Errol Flynn apri le porte al turismo. Giamaica delle donne che lavorano. Il 60 per cento della popolazione femminile occupa posti di lavoro di rilievo. Portia Lucretia SimpsonMiller, 67 anni, e primo ministro da sei anni, appena rieletta alla carica. La favolosa cantante Grace Jones e giamaicana.

Giamaica. L’isola del raggae, il sound caraibico che canta i problemi di ogni giorno. Rico Rodriguez e una leggenda vivente giamaicana, allievo del celebre Don Drummond, l’asso del trombone che mori suicida dopo avere ucciso la fidanzata. L’isola della filosofia rasta: cementare i vuoti tra le culture di diversi popoli. Out of many, one people: da molte genti un popolo. Questa e la Giamaica con la bandiera rossa, gialla e verde: il sangue degli schiavi morti, il sole e l’oro, il verde come la terra d’Africa e come la ganja, la marijuana. E il Leone di Giuda, simbolo dell’Etiopia, la terra promessa. Arrivi e ti accolgono le t-shirt con su scritto: “Jamaica no problem”. Mare, spiagge, belle donne, drink e aragoste. No problem. Riso e piselli cucinati col latte di cocco, frittelle di merluzzo, la polpetta dolce con farina d’avena chiamata “dukunnu”, i piatti di pesce col pane fritto (“bammy”) e un irish moss per rinfrescarsi, bevanda con estratto d’alga. Bisogna provare tutto. Il fiore blu che vedete spesso e il simbolo della Giamaica, un fiore dell’albero del Guaiachi. Kingston, Montego Bay. Andiamo a scoprirle. Sorridi, sei in Giamaica. Tante razze, un popolo solo.

Kingston ha le sue zone proibite, meglio non avventurarsi. Lo dicono tutti. La capitale dell’isola ha il triste primato di omicidi (la Giamaica e il terzo paese al mondo col piu alto tasso di omicidi). Ma Kingston e splendida ai piedi delle Montagne Azzurre sulla costa sud-orientale. È diventata capitale con l’indipendenza dell’isola nel 1962 dopo due secoli di dominio britannico. Fondata piu di duecento anni prima, posto di rifugiati e di scampati a un devastante terremoto. Le zanzare uccisero piu di duemila persone tra quelle che vivevano piu vicine al mare. Europei e asiatici si mischiano alla maggior parte della popolazione (700mila circa) di origine africana. A Kingston sbarco per la prima volta James Bond, nel 1962. Era Sean Connery per interpretarvi il primo film della fortunata serie di Ian Fleming, “Licenza di uccidere”. Al cinema vedemmo paesaggi spettacolari. Era la Giamaica. Quando Colombo vi sbarco nel 1494 lascio scritto: “È la piu bella isola che occhio umano abbia mai veduto”. Prima nazione al mondo per l’esportazione di zucchero. Montego Bay, dalla vivace vita notturna e dalle splendide spiagge, era chiamata dagli spagnoli “la baia del lardo”. Vi imbarcavano sulle loro navi barili di grasso animale. Al centro della citta resiste una piccola casa in mattoni rossi che e stata nell’Ottocento prigione di schiavi. Al Craft Market, donne specializzate possono farvi le famose treccine rasta.

La spiaggia di Doctor’s Cave e forse la piu bella. Le acque del mare hanno proprieta curative come scopri il medico inglese Baker. Percio e la spiaggia del dottore. Andando a Ocho Rios, ecco le cascate del fiume Dunn. Nell’acqua e possibile nuotare con i delfini. Sulla costa meridionale c’e il Fiume Nero e paludi ricche di mangrovie e coccodrilli. Per tornare a Bond, ecco a Oracabessa, sulla costa settentrionale della Giamaica, la casa dove Ian Fleming scrisse i suoi romanzi. La spiaggia bianca del piccolo centro e quella dove Ursula Andress, affascinante cercatrice di conchiglie, apparve a James Bond in tutto il suo splendore. Ma Bond e stato anche a Falmouth. Si chiamava pero Roger Moore e si puo vedere la fattoria con l’allevamento di coccodrilli del film “Vivi e lascia morire”. Giamaica. Isola di Bolt, di Bond e di Bob Marley.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *