Londra 1948: fu Churchill a volere l’Italia ai Giochi

– di Mario Gherarducci

Esclusi invece Germania e Giappone tra i Paesi sconfitti nella seconda guerra mondiale che s’era appena conclusa. Alloggi di fortuna e scarsita di cibo, le macerie dei bombardamenti ancora visibili. Fu l’Olimpiade della “mammina volante”, l’olandese Fanny Blankers-Koen. La prima vittoria di Zatopek, l’uomo-cavallo. L’impresa del californiano Mathias nelle gare massacranti del decathlon. Adolfo Consolini migliore atleta d’Italia. La beffa del sosia di Dorando Pietri che era stato il maratoneta leggendario del 1908.

È il 1948 e la seconda guerra mondiale e finita da meno di tre anni. Quella di Londra diventa inevitabilmente l’Olimpiade dell’austerity. Gli atleti vengono sistemati in alloggi di fortuna, parte in un ospedale militare e parte in caserme, scuole e baracche di legno. Gli atleti in gara sono 4099 (le donne sono 385) e rappresentano 59 Paesi. Non vengono invitate le nazioni uscite sconfitte dalla guerra, Germania e Giappone. A favore della presenza dell’Italia interviene personalmente il primo ministro britannico, Winston Churchill, che sottolinea i meriti della Resistenza e che giudica l’armistizio del 1943 una valida credenziale per ammettere gli atleti italiani ai Giochi di Londra.

L’impossibilita di costruire nuovi impianti suggerisce il riammodernamento del vecchio e leggendario stadio di Wembley e del decrepito velodromo di Harne Hill. Alla scherma viene destinato il Palazzo dell’ingegneria e al ciclismo su strada viene aperto il parco reale di Windsor, mentre le competizioni di canottaggio si svolgono sul tratto del Tamigi dove ogni anno si sfidano gli “otto” universitari di Cambridge e Oxford, e le regate veliche sono dirottate nelle acque di Torquay, in Cornovaglia.

La scarsita di cibo induce alcune rappresentative a portarsi dietro le vettovaglie. La comitiva italiana arriva a Londra scortata da una tonnellata di pasta, un quintale di formaggio grana e tremila uova. Gli americani allestiscono addirittura un ponte aereo quasi quotidiano New York-Londra per ricevere bistecche, burro, latte, cioccolato e pane bianco. A Londra sono presenti anche ventisei concorrenti della Cina, l’immensa repubblica asiatica nella quale sta per salire al potere Mao Tse-tung. Manca ancora una volta l’Unione sovietica i cui dirigenti considerano le Olimpiadi “un mezzo per distogliere i lavoratori dalla lotta di classe e offrire loro l’addestramento per nuove guerre imperialistiche”. In realta, l’Urss aspetta il momento propizio per affacciarsi alla ribalta olimpica con la concreta possibilita di recitare un ruolo di primo piano.

Non tutti i Paesi del blocco comunista disertano i Giochi di Londra dove sono presenti gli atleti di Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia e Jugoslavia. Sono assenti Bulgaria, Romania e Albania i cui governi hanno negato qualsiasi aiuto finanziario alle spedizioni olimpiche. Motivi economici costringono alla rinuncia anche gli atleti del giovane stato di Israele. La cerimonia d’apertura comincia alle tre del pomeriggio del 29 luglio 1948, presenti re Giorgio VI e 85mila spettatori. La giornata e calda e soleggiata, ma in seguito pioggia e freddo disturberanno le due settimane dei Giochi.

In tribuna d’onore siede pure un signore che si spaccia per Dorando Pietri. È successo che gli organizzatori londinesi, chissa se ancora perseguitati dal rimorso per la squalifica inflitta quarant’anni prima al vincitore italiano della maratona, abbiano inviato Pietri nella capitale inglese per assistere ai Giochi. Nel 1908, alla prima Olimpiade ospitata da Londra, era successo che Dorando Pietri, emiliano di Correggio, figlio di un fruttivendolo con negozio a Carpi e, a sua volta, garzone di un fornaio, mingherlino e di bassa statura, il volto affilato e i baffi, aveva partecipato alla maratona olimpica fra 55 concorrenti. A quattro chilometri dal traguardo era secondo, duecento metri dietro il sudafricano Hefferon. Lo raggiunge sulla pendenza del cavalcavia di Wimbledon e lo supera puntando al traguardo posto sulla pista del White City Stadium. Entra nello stadio in condizioni penose, l’andatura barcollante, mentre 70mila spettatori lo applaudono freneticamente. Lui non sente piu nulla. Cade sulla pista, si rialza, sbaglia direzione, azzecca quella giusta, cade di nuovo, si risolleva. È a trenta metri dal traguardo. Ha corso per due ore e 54 minuti. Quando e sul punto di cadere ancora, qualcuno lo afferra per un braccio e lo sorregge sino all’arrivo. Johnny Hayes, uno statunitense di origini irlandesi che taglia il traguardo dopo Pietri sporge reclamo perche l’italiano e stato aiutato negli ultimi metri. Il reclamo viene accolto e Pietri cancellato dall’ordine di arrivo. Nello stadio, la regina Alessandra, moglie di Edoardo VII, commossa dal dramma finale dell’italiano, gli consegna una coppa d’oro colma di sterline. I giornali annotano: “La regina ha impartito una lezione ai suoi connazionali della giuria”. Il “Daily Mail” apre una sottoscrizione a favore di Pietri e il musicista Irving Berlin gli dedica una canzone di successo intitolata “Dorando”. L’atleta azzurro entra nella leggenda delle Olimpiadi.

Quarant’anni dopo, gli organizzatori dei Giochi del 1948 decidono che sara Dorando Pietri a dare il “via” alla maratona. Nel 1908 Pietri aveva 23 anni. Agli organizzatori si presenta un italiano di circa sessant’anni: “Sono Dorando Pietri” dichiara disinvolto. Ospitato gratuitamente e circondato di mille premure, l’uomo racconta tutti i particolari della maratona del 1908. Lo smaschera un dirigente della squadra italiana che fa presente agli organizzatori londinesi che il vero Pietri e morto sei anni prima a San Remo.

Il campione-simbolo delle Olimpiadi 1948 a Londra e una donna, l’olandese di Amsterdam Francine Elsje Koen, “Fanny” per familiari e amici, diventata signora Blankers dopo avere sposato un aitante giornalista del “De Telegraph” che per hobby faceva anche l’istruttore di atletica. Fanny e primatista mondiale di salto in alto e salto in lungo, ma a Londra preferisce cimentarsi esclusivamente nella velocita dove conquista quattro titoli olimpici (100 e 200 piani, 80 ostacoli, staffetta 4×100). Viene definita “la mammina volante”. Fanny Blankers-Koen ebbe accoglienze trionfali al suo rientro in Olanda. Ad Amsterdam, una carrozza trainata da otto cavalli la condusse al palazzo reale. Le fu dedicato anche un monumento.

In campo maschile, l’uomo piu veloce fu un venticinquenne americano di colore, William Harrison Dillard. A Wembley Dillard si aggiudica i 100 metri in 10″3, lo stesso tempo ottenuto dodici anni prima a Berlino del mitico Owens. Un altro primattore del 1948 fu un allegro ragazzo californiano non ancora diciottenne, Robert Mathias, che conquista la medaglia d’oro nel decathlon, una massacrante specialita dell’atletica che in due giorni impone di correre 100, 400 e 1500 metri piani, 110 ad ostacoli, saltare in alto, in lungo e con l’asta, e scagliare peso, disco e giavellotto. Sfinito dallo stress fisico e psicologico, Mathias dopo la vittoria mormoro: “Never again”. Mai piu. Ma quattro anni dopo partecipo alle Olimpiadi di Helsinki dove stabili un nuovo punteggio-record nel decathlon prima di intraprendere una discreta carriera cinematografica e televisiva.

A Londra l’Italia vinse 8 medaglie d’oro, 12 di argento e 9 di bronzo, al quarto posto fra le nazioni partecipanti dopo Stati Uniti, Svezia e Francia. Nicolo Carosio fece la radiocronaca del torneo di pallanuoto vinto dalla nazionale italiana con tre napoletani, il gigantesco portiere Pasquale Buonocore, il solido difensore Emilio Bulgarelli e il fantasista dell’attacco Gildo Arena, palleggiatore guizzante e forse il piu geniale pallanotista di tutti i tempi.

Il discobolo Adolfo Consolini di un paese della provincia di Verona, Costermano, fu un protagonista di spicco. Terzo di cinque figli era un colosso dotato di una forza terrificante, alto 183 centimetri e pesante piu di un quintale. Lo avevano adocchiato due gerarchi fascisti veronesi alla ricerca di giovanotti da iscrivere ai Littoriali, le autarchiche olimpiadi italiane di Mussolini. A Londra Consolini vinse la medaglia d’oro nel lancio del disco con 52,78 metri. Nel 1954 interpreto il maniscalco Maciste nel film di Lizzani “Cronache di poveri amanti” ambientato a Firenze. Era un uomo timido e introverso Sposo una giovane ragazza austriaca. Mori nel 1969 per una grave forma di epatite virale. Di lui e stato scritto che “e stato uno dei piu grandi atleti che l’Italia abbia avuto” e che “con il suo disco ha sempre lanciato anche un messaggio semplice e intensamente umano”.

Se nel 1908 Londra era stata costretta ad organizzare i Giochi dopo la rinuncia di Roma, quarant’anni dopo per la prima Olimpiade del dopoguerra si fece sorprendentemente avanti pur recando i segni delle drammatiche conseguenze della seconda guerra mondiale, ancora ingombra di macerie dopo i bombardamenti tedeschi e costretta a razionare i viveri ai sui abitanti. Fu lord Burghley, divenuto poi marchese di Exeter, campione olimpico dei 400 metri ostacoli nel 1928 ad Amsterdam, che convinse governo e citta a compiere il bel gesto di riprendere la storia delle Olimpiadi che erano iniziate ad Atene nel 1896 ed erano poi approdate a Parigi e Saint Louis. Roma avrebbe ospitato i Giochi nel 1960 in una edizione memorabile per lo scenario antico della capitale. Le altre citta sedi dei Giochi olimpici sono state Stoccolma, Anversa, Los Angeles, Berlino, Helsinki, Melboure, Tokyo, Citta del Messico, Monaco di Baviera, Montreal, Mosca, Seul, Barcellona, Atlanta, Sydney e Pechino.

L’Olimpiade del 2020 non si fara a Roma. Dopo un’attenta valutazione dei costi e dei benefici legati all’operazione nel suo complesso, il premier Mario Monti ha deciso che non esistono le condizioni perche il governo offra le garanzie dello Stato alla candidatura per i Giochi. (Da “Il Giochi sono fatti”, Zelig Editore, 1996).

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