Luna, andata senza ritorno

– di Mimmo Carratelli

Bocciati i viaggi spaziali. Niente più uomini sul satellite. L’America ha altre priorità. Malinconia leopardiana. Tito Stagno ha 80 anni come Neil Armstrong e Ruggero Orlando non c’è più. Rodolfo mente quando dice: la Luna l’abbiamo vicina. Invece sono 384.400 chilometri. Il razzo di Giulio Verne e la tintarella di Mina. Luna rossa e verde Luna. Blue Moon. D’accordo Marina Fiordaliso: non voglio mica la Luna. La canzone di Sting. Glenn Miller e Frank Sinatra.

Che fai tu Luna in ciel, dimmi che fai, silenziosa luna. Niente più Luna, tagliati i finanziamenti alla Nasa. Non si va più sulla Luna. Leopardianamente parlando, c’è questo problema. Tito Stagno, il cantore delle notti di Luna, ha 80 anni. Non litigherà più da Roma, studio 3 di via Teulada, con Ruggero Orlando a Houston. Ha toccato, non ha toccato? si sono toccati? Il cagliaritano Stagno, ciuffo biondo, grossi occhiali, e il veronese Orlando, che Dio l’abbia in gloria. Battibecco memorabile. Tutto sprecato. Erano le 22,17 in Italia di domenica 20 luglio 1969.
A Houston era pomeriggio pieno (15,17).
Obama ha cancellato la Luna.

Abbiamo altre priorità, ha detto. Niente Luna. Anche Neil Armstrong ha 80 anni. Il suo piede sulla Luna (il destro? il sinistro?). Il primo uomo sulla Luna. Una notte di Luna, in Italia. Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità. Niente più passi. Eppure Rodolfo dice a Mimì che per fortuna è una notte di Luna e qui la Luna l’abbiamo vicina (Boheme). E se l’abbiamo vicina dai tetti di Parigi, perché non andarci più?
Non ci andiamo da quasi quarant’anni, dopo l’ultima passeggiata di Eugene Cernan, l’astronauta di Chicago. Dodici astronauti sono andati sul suolo di cipria e tra i crateri della Luna. Roba da antiquariato. E’ il caso di dire gobba a levante, desiderio di Luna calante; gobba a ponente, con la Luna non ci facciamo più niente. Un vuoto a Cape Canaveral. L’avevano previsto Antonio Viscione (in arte Vian) ed Eduardo De Crescenzo: e ‘a luna rossa me parla ‘e te e me risponne si ‘o vvuò sapè ccà nun ce sta nisciuno. Non c’è più nessuno a Capo Canaveral.

Ci resta la Luna caprese che fa sunnà l’ammorre ‘e ‘nnammurate. Da Tragara la Luna dista 384.400 chilometri. La luce ci arriva in 1,28 secondi, i sogni ancora meno; Neil Armstrong e Buzz Aldrin impiegarono otto giorni, tre ore e 18 minuti, andando e tornando, e rimanendo sul suolo lunare ventuno ore e 36 minuti.
Si immalinconiscono anche i lupi mannari che alla luce della Luna si trasformano e ulularono al viaggio lunare. Ma ci vorrebbero tre miliardi di dollari per tornare sulla Luna. Ciao, Luna. Luna d’argento. Verde Luna. Tintarella di Luna (Mina). Un giorno all’improvviso la Luna si stancò (Branduardi). Di aspettarci, di vederci tornare? Non ci andiamo più. Dillo alla Luna (Vasco Rossi). E come glielo diciamo? Guarda che Luna (Buscaglione).

Guardiamo e poi? Geme Ramazzotti: dammi la Luna. Fabio Concato insiste: prendi la Luna. Non la prendiamo più. Si arrende Marina Fiordaliso: non voglio mica la Luna. E lei, la Luna, che cosa chiede se è vero che, come canta Loredana Bertè, e la luna bussò. Ma chi le risponde?
Chi glielo dice che il feeling è finito? Bussa inutilmente.
La musica è finita, gli astronauti se ne vanno, che stupida serrata. Trentamila crateri lasciati perdere. Il torio, il titanio, il potassio, il silicio, il magnesio, tutta la chincaglieria della Luna. Non ci metteremo più piede. Malinconica luna (Cesare Andrea Bixio). Rincara la dose Nico Fidenco: tu pallida luna perché sei tanto triste cos’è. Blue Moon.
Walking on the Moon. I Police. Sting era in una camera di albergo a Monaco di Baviera, ubriaco, e compose “Walking round the room”.

“Un titolo stupido – disse – e ne feci uno più stupido: walking on the moon”. La Luna, sempre la Luna. Glenn Miller inventò Moonlight Serenade e la cantò l’inimitabile Frank.
Eclissi di Luna. La Luna e sei soldi (Somerset Maugham). Andava sulla Luna Giulio Verne? Ci mandò tre astronauti nel 1865, incartati nel romanzo “Dalla Terra alla Luna”, viaggio previsto in 97 ore e 20 minuti. Partirono gli astronauti in un abitacolo di alluminio a forma cilindrica, sparato da un cannone, ma non misero piede sulla Luna, condannati a girarci attorno, orbite infinite.
Si sa molto della Luna. Poesie, canzoni, romanzi, viaggi. Non ne vogliamo più sapere. Addio, Luna sorgente, spicchio di Luna, polvere di Luna, falce di Luna e ‘nu quarto ‘e Luna. Addio.

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