L’uomo che dedicava un Faraglione ad ogni sua donna

– di Alessandro Cardito

Il mito di Kaloneo, fondatore di Capri, il più bello della sua specie.
Ebbe una vita breve, ma intensa, e quattro amori.
La complicazione dell’irresistibile attrazione per due sorelle.
Archi che sono ferite di cuore.
Il Monacone dedicato alla madre.
Un poeta sublime di cui si sono persi i versi. Sentimenti come montagne.
Il mistero delle lucertole azzurre.

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200505-17-3mPrima della nascita del nostro Universo è lecito pensare all’esistenza di qualcos’altro. Non vogliamo essere presuntuosi o egoisti, perché in uno spazio così grande ci dovremmo essere solo noi? Di spazio ce n’è davvero tanto, soprattutto se calcoliamo anche quello temporale. Vi lascio la possibilità di credere che la Terra e l’Universo non siano altro che una serie di dati immagazzinati come numeri in continuo calcolo e in continua evoluzione. Forse non c’è la mano di nessuno dietro la nostra terra, forse c’è la mano di un dio, o forse siamo frutto della memoria di forme di vita che sono già esistite. O forse non ci siamo. Ma non parliamo di filosofia, parliamo di storie, di leggende e di miti.
Percorrevo il Pizzolungo da Punta Tragara in una assolata giornata di settembre. Arrivato a Villa Noa Noa capii che l’Arco naturale era vicino in linea d’aria, ma che gli innumerevoli gradini di quell’ultimo tratto di passeggiata avrebbero ritardato il mio arrivo a destinazione. Iniziai la scalata, mentre il caldo afoso mi tirava giù dagli scalini.
Arrivai a Matermania tutto d’un fiato e lì, approfittando di quella grotta e degli invitanti scalini mi sedetti sul secondo livello, quello un po’ più interno e fresco, per riposare le membra e godere di quell’aria leggermente fredda e di quella grotta a cui fin da bambino ho attribuito un qualcosa di magico.
Godendo del panorama, assorto in pensieri alienati sento alle mie spalle dei passi e girandomi vedo un vecchietto che lentamente si siede vicino a me.
– Con il tuo pensare rumoroso mi hai svegliato da una pennichella che stavo facendo.
– Mi scusi, non volevo svegliarla, mi stavo un po’ riposando e…
– Non fa niente; non preoccuparti, c’è tempo per dormire. E poi è sempre bello contemplare questa grotta con qualcuno; tutti la guardano con interesse e un po’ di distacco, come se non fosse realmente qui. Questa grotta ha una storia incredibile, come tutta l’isola. Anzi, come tutte le isole.
Disse ancora il vecchietto: – Prima dell’inizio del nostro spazio esisteva un altro spazio, per certi versi simile, per altri diverso. Pochi sanno cosa c’era in quello spazio, e molti di quelli che sanno non sanno di sapere. Anche in lì c’era una Terra con degli abitanti, ma era tutto molto diverso da come lo immaginiamo. Tutta la Terra era ricoperta di un qualcosa che potremmo paragonare all’acqua, e quello era un universo preparatorio, era uno spazio che serviva a preparare il nostro spazio. Possiamo dire che quello spazio era un fiore che stava diventando frutto. Il nostro è lo spazio di consumo, come un frutto viene rinsecchito dal tempo, marcito dalla muffa, e mangiato dagli animali, così la Terra viene ogni giorno di più corrosa, distrutta e privata della vita. Poi ci sarà un seme che ridiventerà fiore e così via, ma noi siamo qui per parlare dello spazio del fiore, quello più bello in assoluto.
Riprese: – Stavamo dicendo che tutta la Terra era ricoperta da una specie di acqua e anche qui c’erano degli abitanti. Erano molto diversi da noi, molto più longevi e grandi e consapevoli del loro lavoro. La loro vita non era molto diversa dalla nostra, c’erano amori, amicizie, guerre, ma c’era molta più poesia. Nonostante vivessero in un mondo piatto e monotono, coglievano il bello della vita di tutti i giorni e lo ricordavano con gelosia.
Come tutte le forme di vita anche loro arrivarono al termine; uno a uno abbandonarono quello spazio, lasciando però la loro firma. Ognuno di loro, quando se ne andava, dava vita ad un’isola. L’isola veniva venerata dagli amici e veniva visitata spesso poiché era un ritratto dei ricordi dell’assente. Non c’era albero o pietra di quel posto che non fosse in ricordo di qualcuno o di qualcosa…
Il creatore di Capri, per esempio, si narra che avesse avuto una vita breve ma intensa, dato le ridotte dimensioni dell’isola e la ricchezza di storia, bellezze e fortuna. Infatti insieme alla forma e all’aspetto nella creazione veniva forgiata anche la storia e la sorte dell’isola.
Il mito è articolato e complesso, non si sanno tutte le vicende che condussero alla creazione di questa perla del Mediterraneo. La parte più conosciuta è sicuramente quella che parla dell’isola in quanto tale, in tutta la sua bellezza e il suo splendore naturale.
Kaloneo, così si chiamava il fondatore di Capri, fu uno dei più belli e affascinanti della sua specie e a lui è dovuta la bellezza della nostra isola. I suoi ricordi sono ricchi di poesia e di buonsenso come si può capire dal fascino di Capri, e soprattutto sono ricchi di storia. Kaloneo ebbe quattro grandi amori, ma solo con uno riuscì ad unirsi e a fondersi in un unico essere ispirato dalla poesia.
A quel suo grande amore è dedicata “la stella di Capri”, ossia il Faraglione di terra. Quel grande amore entrò prepotentemente nel suo cuore e nella sua memoria, fino a lasciargli dentro una traccia indelebile, un qualcosa che è ben più di un ricordo.
Nel Faraglione di terra c’è infatti la piccola Grotta azzurra, segno della bellezza della sua amata, la quale fu musa di più e più poesie. La bellezza della sua donna gli lasciò un qualcosa di indescrivibile, come una emozione senza fine.
Nell’isola questa emozione la possiamo ritrovare nella Grotta azzurra, il segno di quanto la donna cambiò Kaloneo nel più profondo del suo cuore, rendendolo ancora più sensibile e affascinante.
Nonostante la bellezza mozzafiato della ragazza e i profondi sentimenti che Kaloneo provava nei suoi confronti, la poesia più bella da lui creata non fu dedicata a lei.
La più bella poesia di Kaloneo fu dedicata alla donna a cui è dedicato anche il più grande dei due Faraglioni di mare. L’altro Faraglione, quello di mezzo, era dedicato alla sorella di quest’ultima e il sottopassaggio che l’attraversa fu un cuore infranto. Alla donna che fu il primo grande amore Kaloneo dedicò moltissime poesie e tutte le attenzioni che una persona può desiderare. La ragazza però, che era molto timida, non riusciva a ricambiare tali sentimenti e rimaneva apparentemente indifferente a tutte le attenzioni di Kaloneo.
Il dolore per lui fu grande. L’isola conserva ancora questa ferita, la quale però, essendo una ferita d’amore, è bellissima e poetica come lo erano i sentimenti di Kaloneo.
Sfido chiunque a dire che l’Arco naturale non è un posto affascinante e romantico come pochi. Comunque la ragazza, che non era indifferente a Kaloneo come sembrava, decise di chiedere consiglio alla sorella, la quale, armata di buone intenzioni, volle conoscerlo per spiegargli la situazione così com’era.
Destino volle che, una volta conosciuto, se ne innamorò pazzamente ferendo la sorella, la quale era piena di speranze per il suo intervento. Ecco quindi spiegato anche l’arco che spacca il Faraglione di mezzo.
Tuttavia l’amore fra i due era in partenza compromesso dalla situazione quanto mai drammatica, così Kaloneo decise di finirlo nel modo più dolce e delicato possibile: dedicando una poesia alla sua dolce metà.
Purtroppo nessuno ne conosce le parole. Sappiamo solo che paragonava la bellezza della donna a quella del mare e del cielo, a quel blu acceso che da sempre fa sognare. All’epoca di Kaloneo si potevano contare sulla punta delle dita le donne che avevano ricevuto un regalo così bello. Molto rare sono infatti le lucertole azzurre che popolano in gran numero il Faraglione più lontano da Capri.
Per quanto riguarda il Monacone non ci sono dubbi. Era dedicato alla mamma. Kaloneo le era molto affezionato poiché riteneva di aver appreso tutto da lei, finanche l’amore per la poesia.
Sicuramente non ci sono sole le grotte e gli isolotti a Capri, ci sono anche le montagne. Montagne, poi. Sono solo collinette, ma in proporzione all’isola si può capire quanto siano grandi, almeno come i sentimenti e i ricordi che nascondono.
Il monte Solaro, ad esempio, è dedicato agli amici e all’amicizia in generale. Kaloneo fin da piccolo era stato socievole e buono con gli altri. Non amava stare solo e non concepiva la solitudine, si avvicinava sempre a chi non era in compagnia e cercava di coinvolgerlo in tutte le maniere. Lui conservava tanti ricordi bellissimi delle sue amicizie, ma non li considerava come ricordi, bensì come emozioni magiche.
Perciò a Capri, ogni anno, si assiste ad una magia. Ogni gesto di amicizia nell’isola fa sbocciare un fiore di ginestra. Pensate che anche quando ponderava le sue rime, Kaloneo voleva stare in compagnia. La poesia era, dopo l’amicizia, la cosa più importante nella sua vita. Infatti a lei è dedicato il monte Tiberio.
Kaloneo riteneva che, senza un amico che ispirasse la poesia, non era altro che un susseguirsi di parole raccolte dal vento e consegnate alla loro fine. Passava una quantità di tempo indicibile a pensare alla bellezza che lo circondava per dedicarle la sua attenzione. Sapeva che la poesia non era per tutti, ma solo per gli intenditori. Così è anche per il monte Tiberio. E’ difficile arrivarci, ma una volta in cima si può godere tutta Capri e andare oltre con lo sguardo. Come la poesia: ti puoi fermare a quello che c’è scritto, o puoi immaginare quello che c’è oltre.
Il vecchietto continuò a dire: – Non credere che ci sia solo questo nella vita di Kaloneo. Se ne potrebbe parlare per ore e ore poiché ogni angolo di Capri ha una sua storia interessante come solo la vita può essere. Purtroppo si è fatto buio, io devo tornare a casa e, se devo confessartelo, non ricordo più tutta la storia di Kaloneo come una volta. La memoria fa brutti scherzi ormai. Ma non preoccuparti, forse un giorno te ne parlerò ancora, o forse te ne parlerà qualcun altro…
Lentamente il vecchietto scese i gradini e si allontanò a piccoli passi. In effetti si era fatto proprio tardi e il fresco offerto dalla grotta di Matermania non mi era più utile poiché il sole era tramontato lasciando il posto ad un fresco cielo stellato. A proposito della grotta di Matermania…
– Qual è la storia di questa grotta?
Pochi secondi erano passati dalla uscita del vecchietto dalla grotta, ma di lui non c’era più traccia. Mi sarebbe piaciuto sapere cosa si nascondeva dietro al magico di quella grotta. Sono sicuro che incontrerò qualcun altro che conosce la storia di Capri e di Kaloneo, e, quando sarà, non mi farò scappare l’occasione per chiedere il segreto della grotta di Matermania.

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