Maggio, le vele del mondo a Marina Grande

– di Teo Mascia

Torna il Campionato IMS con gli armatori e gli skipper più famosi. Quando Francesco De Angelis regatò con “Alligator”. L’estroverso Vasco Vascotto, il baffo di Paul Cayard, Pasquale Landolfi con “Brava Q8” e Vincenzo Onorato con “Breeze”, Paolo Cian e Harald di Norvegia: tutti sulle onde di Capri e nel vento del golfo.

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200304-9-3mVele bianche e mare blu. Capri regina di maggio. Settanta barche, forse più, saranno le sue damigelle d’onore. Sono le barche del Campionato del mondo IMS Rolex Cup attese a Marina Grande nel mese delle rose e delle vele.
La suggestione dell’isola è forte e il Campionato ha bissato il suo appuntamento caprese che l’anno scorso ha riscosso grande successo.
Adesioni immediate per il ritorno a Capri del mondiale. Tra le prime iscrizioni quelle dell’argentino Alberto Roemmers e del greco George Andreadis. Si punta sulla presenza di Juan Carlos di Spagna, velista appassionato. In fermento lo Yacht Club di Capri. Mobilitato il Consorzio del porto turistico presieduto da Emilio Ruotolo. Alberghi in fibrillazione.
E’ la quinta edizione del Mondiale IMS. Approda per la seconda volta a Capri dopo le edizioni precedenti a Porto Cervo, a Newport, a Valencia.
E’ il campionato che, l’anno scorso, ha attratto sul mare dell’isola azzurra Harald di Norvegia al timone del suo “Fram XV”. Un grande torneo marino che radunò 86 barche in rappresentanza di quindici nazioni.
Robusta e qualificata la partecipazione italiana con i più bei nomi della vela tricolore, da Pasquale Landolfi con l’imbattibile “Brava Q8” a Vincenzo Onorato con “Breeze”, e i triestini Benussi e Vascotto, Lorenzo Bressani con “Wind”, Sandro Montefusco con “Finmek”, Manfredo Tonelli con “Team Revolution”, Francesco Siculiano con “Don Alvaro”, Natalio Cepollaro con “Bix”. E poi l’americano Brady, l’argentino Parada, l’inglese Cook. I grandi gentiluomini del mare.
Capri e la vela, un matrimonio consolidato. Da quando, nel 1986, Marcello Campobasso, indimenticato personaggio carsimatico della vela napoletana e italiana, allineò alla perfezione 110 “stelle” per il Campionato mondiale star. Picchio Milone e Roberto Mottola, l’irresistibile coppia del C.R.V. Italia, conquistarono un brillante secondo posto. L’anno dopo fu la volta del Campionato mondiale J-24: sul podio un altro formidabile equipaggio del C.R.V. Italia composto da Francesco De Angelis, Raimondo Cappa, Roberto Perrone Capano e dai fratelli Pavesi.
Un trionfo la One Ton Cup del 1989 col successo di “Brava Q8” di Pasquale Landolfi.
E come non ricordare Marco Peroni che fece di Capri un’isola di Wight nel Mediterraneo con l’appuntamento annuale della “Nastro Azzurro Sailing Week”, festa di vele a Marina Grande e nel golfo?
Un campo di regata magnifico tra Marina Grande e Punta Campanella, e le seducenti notti capresi.
Alla ribalta della manifestazione Mauro Pelaschier, skipper ai tempi di “Azzurra”, Tommaso ed Enrico Chieffi i due grandi fratelli della vela italiana, Paolo Cian giunto quest’anno in Coppa America con “Mascalzone Latino” e il baffo più famoso della California e dei sette mari Paul Cayard. Bella gente e bellissime barche sulle onde di Capri.
Paolo Semeraro talentuoso velista barese, l’estroverso timoniere triestino Vasco Vascotto, Francesco De Angelis con “Alligator”, il romano Scarselli con “Kamomilla blu”, imbarcazione panciuta e tutta tinta d’azzurro, i giallovestiti di “Osama Citizen”, la barca della gloriosa Accademia aeronautica di Pozzuoli “Drago”, Pasquale Migliaccio con il suo indomabile “Pensiero”. Tutti a Capri per veleggiare.
Nell’anno del Centenario del Circolo Savoia, 1993, il gran commodoro di Santa Lucia Pippo Dalla Vecchia portò a Capri cento barche e tre maxi:
l’«Emeraude» dell’industriale chimico francese Jacques Dewailly, il “Blu Emeraude” del costruttore napoletano Raffaele Raiola e “Ginger Three” del notaio Giuseppe Perez Pensabene. Col suo “Afil”, che era il vecchio “Safilo” rifatto, arrivò a Marina Grande Giorgio Falck, l’ingegnere-marinaio, viaggiatore sugli oceani del mondo e temerario sfidante di Capo Horn.
Proprio una lunga storia la vela a Capri. Come potrebbe raccontarla Carlo Rolandi, marinaio dei tempi gloriosi, e raccontarla con Gianfranco Busatti, con Giovanni Pellizza dalla barba da profeta e con Umberto Gambuli. Una lunga storia, e a maggio si ricomincia. L’isola è pronta per il grande evento.

L’ambizioso Yacht Club dell’isola
Alla fine degli anni Novanta è nato lo Yacht Club Capri. Fin dall’inizio presidente del Circolo caprese è Massimo Massaccesi, con Tonino Cacace e Roberto Russo nelle vesti di vice-presidenti. Tra le principali attività agonistiche dello Yacht Club Capri ci sono le regate che ogni anno organizza con l’Associazione dei Circoli Velici di Napoli ed il Circolo del Remo della Vela Italia. Tra i soci emeriti del sodalizio caprese spiccano Diego Della Valle, Pasquale Natuzzi e Luca Cordero di Montezemolo.

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