Neanche una strada intitolata a Norman Douglas

– di Salvatore Borà

Toponimi che si ritrovano in tutte le città d’Italia.
Mancano quelli che dovrebbero ricordare i personaggi che hanno soggiornato nell’isola e le hanno dato lustro.

Tra i dimenticati anche Edwin Cerio. Onore a Krupp, ma non c’è una via dedicata al conte Arcucci e alla pittrice anacaprese Rosina Viva.

Il turista che visita Capri e percorre le sue strade e i vicoli si meraviglierà nel leggere i loro nomi, Listrieri, Fuorlovado, Longano, Li Curti e i nomi di cui sono pieni le città d’Italia. Capri ha dimenticato di intitolare strade e piazze ai personaggi che all’isola hanno dedicato le loro opere e che, per il loro soggiorno, le hanno dato lustro.
La maggior parte dei toponimi è nata da qualcosa che ha profondamente inciso la vita della sua comunità.
Ad alcuni nomi ne sono stati sovrapposti altri, dettati da fatti contingenti, come è avvenuto per via Pastena cambiata in via Padre Reginaldo Giuliani. E’ stata così cancellata l’antica denominazione che aveva origine in quel contratto agrario detto “pastinato” che i Benedettini introdussero in Campania del 580 dopo Cristo per dissodare le terre incolte. Lo stesso è accaduto per via Oratorio, toponimo del 1660 legato alla fondazione della Congregazione di San Filippo Neri al quale è stato sovrapposto il nome di Monsignor Carlo Serena, caprese e vescovo di Sorrento per molti anni. Lo stesso vescovo poteva essere onorato al posto di Dalmazio Birago, il quale, con tutto il rispetto dovutogli, non dice nulla alla storia e alla tradizione di Capri.
Negli ultimi 150 anni sono nati nuovi toponimi come via Roma (ex via Nuova), via Vittorio Emanuele (ex via Strettola), via G.Orlandi, promotore della costruzione della carrozzabile per Anacapri, via Krupp da lui stesso finanziata, via Ignazio Cerio che fu “un seminatore di pensieri, un originatore di idee e l’anima di mezzo secolo di vita caprese”.
I personaggi più famosi che hanno vissuto a Capri non hanno avuto alcuna attenzione e onore nella toponomastica dell’isola. Cito il conte Giacomo Arcucci, caprese, segretario della regina Giovanna d’Angiò. Non solo fu il fondatore della Certosa di San Giacomo e del Palazzo Arcucci (oggi Cerio), ma curò l’ampliamento delle chiese di san Costanzo e della Croce, e fece costruire, in memoria del padre, la chiesa e il convento di san Francesco a Marina Grande.
Tra gli illustri dimenticati anche Edwin Cerio, mentre a Ignazio Cerio sono intitolate la piazzetta antistante la chiesa di santo Stefano e la via che dalle Camerelle porta alla Certosa.
Anacapri ha una strada intitolata a Tito Minniti e nessuna dedicata a Rosina Viva che, con la sua pittura naif, è stata l’interprete più sensibile dello spirito anacaprese.
Intanto, sarebbe opportuno che i toponimi Birago, Battisti, piazza Vittoria, Colombo, Matteotti, Diaz, di cui è piena l’Italia, venissero sostituiti con i nomi dei personaggi eminenti che si sono stabiliti a Capri dandole lustro e fama nel mondo.
Tra i tanti nomi proponibili quello di Norman Douglas che ha lasciato testimonianze durature del suo soggiorno nell’isola ed è stato considerato da molti un autentico “genius loci”. Ma Capri ha dimenticato i suoi ospiti più illustri che avrebbero meritato una strada e una piazza.

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