Omaggio a Roberto Gianani

di Angel Marasca

Atardecer. el sol que dejamos atràs.
La Genista.
Ramas y hojas que se hamacan y sus sombras danzan.
Azul del mar en llamas.

Muros naranjas
Ocaso ùnico que a ti se confiesa

Que te comunican las ginestras, los laureles,
los algarrobos, los alaternos, sus las hojas mudas
lo sabremos un dìa?

Hablàs con las plantas, las avispas, las lagartijas
(que curiosamente ellas hoy no escapan)
y el falcus peregrinus te mira desde lo alto
y es Apollo de una dignidad màs vista.

Hablàs con las aguas profundas y sus criaturas,
con los astros que prefiguran la noche,
con las ruinas del pasado remoto pero vecino.

Hablàs con aquellos que fueron explotados,
con aquellos que no han tenido jamàs justicia
y que fueron olvidados en estos tiempos di indiferencia.

Como hacès para hablar con ellos,
los desposeidos de la historia?

Has ahora recibido en Don un lenguaje simple
y potente, no es cierto?

Piensas en las fatigas cotidianas,
en los “bienaventurados” que aùn esperan el mañana
y la democracia de Dios ya prometida.

La fiesta continua en la plaza y es todo tàn superfluo…

Las antiguas fatigas no seràn en vano
y todo serà ubicado en su lugar,
con la simplicidad de la armonìa

y sentiremos risas y la vida nos hablarà nuevamente.

Ocaso en Capri, perfume de orègano y limòn maduro

Que piensas al escrutar el mar en penumbràs?

Has entrado ya en la beatitud del Nirvana?

Y los labios de las aguas te recitan el “Magnificat“.

Tramonto. Il sole ci lascia indietro
la ginestra.
Rami e foglie che dondolano e le loro
ombre danzano.
Azzurro del mare in fiamme.

Muri arancioni,
crepuscolo unico che a te si confessa.

Che ti comunicano le ginestre, i lauri,
le ceratonie, gli alaterni, con le loro
foglie mute. Un giorno lo sapremo?

Parli con le piante, le vespe, le
lucertole (che oggi curiosamente non si
nascondono), e il “falcus peregrinus” ti
guarda dall’alto e in lui vedi Apollo di
una magnificenza mai vista.

Parli con le acque profonde e le loro
creature, con gli astri che prefigurano
la notte, con i ruderi del passato remoto
ma altrettanto vicino.

Parli con quelli che un giorno furono
sfruttati, con quelli che mai hanno
avuto giustizia, dimenticati in questi
tempi dell’indifferenza.

Ma come fai per comunicare con loro,
gli espropriati dalla storia?

Dunque, hai ricevuto in dono un
linguaggio semplice ma assai potente,
non è vero?

Pensi alle fatiche quotidiane,
agli “benaventurati” che ancora
aspettano il domani e la democrazia di
Dio già promessa.

La festa continua in piazza e tutto ciò è
così banale…

Le antiche fatiche non saranno vane
e tutto sarà messo a posto
con la semplicità della brezza.

Sentiremo la gioia e la vita ci parlerà
nuovamente.

Tramonto a Capri, profumo d’origano
e limoni maturi.

Che pensi guardando il mare imbrunito?

Sei entrato già nella beatitudine del
Nirvana?

E le labbra delle acque cantano per te il
“Magnificat”.

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