N.1 – Pazza Idea

– di Roberto Gianani

L’Isola nasce da uno schizzo di mare. Il vento le disegna un profilo di donna imbronciata, capricciosa, a volte irraggiungibile, misteriosa. I guarracini le fanno compagnia in lucidi frac, un vecchio pescatore le sorride da sotto le rughe. Un nostalgico signore ozioso sbircia la prima di copertina e sorride incuriosito.
Come bambini curiosi abbiamo fatto volare la fantasia e siamo partiti, a piedi nudi, su scogliere levigate dal mare con il sole negli occhi chiedendogli in regalo un aquilone.
Pazza idea: un giornale, un’isola per cammini lontani da casa, da luoghi comuni e stupide vetrine.
Un giornale per stampare i sogni, per staccare, per bloccare l’orologio sull’argine del tempo, per sentirci liberi di “frequentare l’anima” senza le scosse elettriche della routine di tutti giorni.
Abbiamo portato a bordo occhi golosi e penne pronte a raccontare sognando approdi poco frequentati, il profumo di un vino nuovo, la carezza di una donna, cieli diversi, tramonti lontani, sapori sconosciuti.
Pazza idea; dire basta e andare via.
Sì, partire come viaggiatori che cercano un rifugio, un’emozione, una poesia o solo pagine bianche per raccontare di isole e costiere, di equipaggi fracassoni o di uomini solitari alla ricerca di una cima che arrivi da lontano.
L’Isola perché Capri è l’isola dell’amore, della storia, dei sogni. E’ il gabbiano, è il volo che è dentro di noi.
E’ la piazzetta del mondo. E’ il luogo di un mare difficile e di un monte scontroso come il Solaro.
E’ l’isola che, d’estate, si addormenta tardi e si sveglia stanca e indolente e d’inverno va a letto con le galline e si stropiccia al mattino nei colori dell’alba.
Il giornale è un’isola per chi vuole navigare, fermarsi in banchina o gettare l’ancora in rada. L’approdo di qualche giorno o il porto di una vita.
L’Isola parlerà di Capri e Anacapri e di tutte le isole e le costiere sbattute dal vento.
Tra i collaboratori firme note e molte promesse con penna e cuore.
Sarà un giornale scritto con sentimento, curioso delle tradizioni, della cultura, del sociale. Avrà un’ironia sorridente ma senza contorsioni e, innanzitutto, sarà attento e rispettoso dei lettori.
In un’epoca che ha trasformato emozioni e sogni in una marmellata da “Grande Fratello” cercheremo di evitare arlecchinate, banalità, melodrammi e tacchi a spillo.
Il carattere dell’Isola sarà mediterraneo, il cuore quello della gente di mare, le logiche e lo stile editoriali rappresenteranno una casa editrice piccola ma con le idee chiare.
Il giornale nasce così. Il “timone” seguirà la rotta dei marinai perché è tra le isole e lungo le coste che vogliamo navigare, pagina dopo pagina, scendendo alla radice degli uomini, delle cose e di un tempo che, sul mare, è capace di tenerezze dolcissime e solitudini tremende.
La pazza idea è questa. Le presentazioni sono esaurite.
Rimane il batticuore del primo appuntamento.

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