Quando Gianni Agnelli nuotava nella Grotta Azzurra

– di Anna Maria Boniello

Ricordi e aneddoti dei soggiorni capresi dell’Avvocato.
Le passeggiate solitarie sulle banchine di Marina Grande e le apparizioni nella Piazzetta ancora deserta.
Dalla “Agneta” allo “Stealth”, le sue barche in rada.
Una casa sull’isola, il sogno accarezzato a lungo.

200304-11-1m

200304-11-2mSe ne stava disteso sul carrellino elettrico dietro al conducente e nel vano riservato ai bagagli, la bella faccia abbronzata al sole, i capelli candidi e un’aria di appagata felicità. E così risaliva via Tiberio tra la sorpresa dei passanti, qualcuno lo salutava, e lui sorrideva.
Ed era proprio Gianni Agnelli in una mattinata di sole, a Capri, sul carrellino elettrico dei portabagagli. Una mattina di aprile, ed erano gli anni Novanta.
Cercava casa. E ce n’era una sulla parte alta dell’isola, di fronte alla penisola sorrentina, la casa del mito di Jacques Fersen, in cima a via Lo Capo. La casa che oggi è Villa Lysis dal nome di un discepolo di Socrate, Liside. La villa dedicata da Fersen alla giovinezza d’amore. Una dimora silenziosa. Il sentiero finale in salita, la facciata con le quattro colonne corinzie scannellate d’oro che sorreggono l’architrave di marmo bianco. Un rifugio solitario sospeso sulla vertigine del mare. E la suggestione di ambienti che Fersen trasformò in un monumento all’effimero e paganeggiante culto della vanità.

Villa Bismarck, il suo rifugio con Marella
L’Avvocato scese dal carrellino e rimase a guardare la villa e la statua di un fauno in una piccola rotonda.
Era il paradiso, ma troppo in alto, troppo fuori mano, troppo scomodo da raggiungere e senza uno spazio per farvi atterrare un elicottero. A malincuore, Agnelli depennò dall’elenco delle case che cercava a Capri la villa suggestiva di Jacques Fersen.
Una casa a Capri è stato il sogno irrealizzato dell’Avvocato. Eppure la cercò con molto impegno.
Una casa nell’isola azzurra era il desiderio che confidava ai suoi amici le volte che arrivava a Capri con la moglie Marella Caracciolo a bordo all’ “Agneta”, il nido d’amore sull’acqua che portava in crociera quella che in quegli anni era la coppia più in vista d’Italia.
L’Avvocato e la Principessa, negli anni d’oro dell’isola, si rifugiavano a Villa Bismarck. Era il fortino di Palazzo a mare, la straordinaria dimora della contessa Mona, l’eccentrica miliardaria americana che aveva ottenuto di trasformare il giardino caprese della villa a picco sul mare in uno straordinario parco ricco di varie specie di piante rare. Un orto botanico in miniatura che suscitava enorme ammirazione nella signora Agnelli, donna di grande sensibilità e passione per l’arte floreale e la botanica. Tanto da pubblicare un libro sui giardini più belli d’Italia, dove veniva citata, proprio, la bellezza di quello straordinario giardino caprese.

Da giovane le partite di calcio sul campetto di Cesina
In quegli ambienti, che vedevano tra gli ospiti fissi anche altre coppie famose come Onassis e Jacqueline, Gabriella di Savoia e suo marito, Marella e Gianni erano quelli che dimostravano più interesse a poter un
giorno avere una dimora sull’isola.
Si parlò di Villa Castiglione, l’immenso edificio sul monte, un castello-fortezza che domina dall’alto il centro di Capri e la Piazzetta. Poi, si propagò la notizia che Villa Materita, la casa oggi di proprietà di Diego Della Valle, che fu dimora prima dei certosini e poi del medico-scrittore svedese Axel Munthe, sarebbe diventata la residenza dell’Avvocato in vacanza sull’isola, grazie alla bellezza particolare della villa che affaccia sul Faro di Punta Carena ed ai suoi spazi immensi che potevano essere utilizzati come eliporto. Nessuna, però, di queste case fu la dimora di Agnelli. L’Avvocato aveva accarezzato il suo sogno fin da bambino perché sentiva forte l’attrazione con un luogo legato soprattutto ai suoi ricordi.

Al Circolo del tennis con Kennedy e Jacqueline
Capri era stata l’isola di Curzio Malaparte, che con la madre di Agnelli, Virginia, aveva avuto un’intensa storia d’amore dopo la morte del marito Edoardo. E poi il campetto di calcio di Cesina, dove Gianni da giovane si era battuto in accese partite di calcio tra villeggianti ed isolani. E un bel ricordo era anche il Circolo del tennis di via Camerelle, dove il nome di Gianni Agnelli apriva l’elenco della lista dei soci affisso in bacheca.
Lui e suo fratello Umberto vi ospitarono i Kennedy quando John, ancora senatore, arrivò a Capri insieme a Jacqueline, futura first lady degli Stati Uniti. Nelle sale del sodalizio il presidente dell’epoca, Ettore De Nardo senior, fece allestire in brevissimo tempo un eclusivo party. Nessuna indiscrezione trapelò oltre i cancelli
del club che vennero ben chiusi per lasciare all’esterno un piccolo drappello di curiosi e i fotografi a caccia di una foto per i giornali del tempo.
L’Avvocato si sentiva di casa a Capri, ed era considerato quasi un isolano da accogliere con amicizia ed affetto.
Mario Morgano, il guru dell’industria turistica caprese, ricorda ancora le appassionate conversazioni sui temi politici ed economici che Agnelli dibatteva con lui seduto ai tavolini della terrazza del bar dell’Hotel Quisisana.
Vi si intratteneva con il suo riservatissimo gruppetto di amici, il giornalista Jas Gawronsky, lo stilista Valentino, l’amico di sempre Mario D’Urso, le sorelle Susanna e Clara e l’inseparabile Luca di Montezemolo.
Brevi tappe prima di tornare a bordo di una delle sue barche che lo attendevano in rada o andare a cena nel ristorante preferito, che era la limonaia di “Paolino”.
Il suo passeggiare all’alba sulle banchine del porto e sui moli della piccola darsena era uno spettacolo diventato abituale per la gente che vive nell’unico borgo marinaro dell’isola. Passeggiate solitarie, qualche volta in compagnia di un ospite, mentre l’equipaggio dormiva ancora a bordo del suo “Effe100” o dello “Stealth”, la barca supertecnologica dalle vele nere. Spartana nelle linee, negli spazi interni e negli arredi, è stata l’ultima casa galleggiante con la quale l’Avvocato è arrivato a Capri sino alla scorsa estate. Riconosciuto con stupore dai primi viaggiatori della Funicolare che quasi all’alba salivano con lui da Marina Grande. Turista solitario, com’è stato raccontato dai mattutini frequentatori della Piazzetta, Agnelli si aggirava per il salotto del mondo, spoglio a quell’ora di sedie, ombrelloni e tavolini.

La sorpresa dei battellieri poco dopo l’alba
Un fugace sguardo a quel luogo a lui familiare e, dopo pochi minuti, il viaggio a ritroso sulla Funicolare Rossa, come la sua Ferrari, ed il rientro a bordo prima che il sole illuminasse tutta la scena.
L’ultimo itinerario caprese, evitando accuratamente i santuari affollati della mondanità, l’Avvocato lo visse alla sua maniera riservata.
Riuscì a sbalordire i battellieri che “aprivano” la Grotta Azzurra di buon mattino. Si trovarono, un giorno, di fronte l’Avvocato. Si era introdotto con potenti bracciate nell’antico marino e, alla maniera dell’imperatore Tiberio, nuotava al suo interno quasi come in una piscina privata, tutta azzurra.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *