Quando la ceramica diventa canzone

– di Mino Rossi

Il Gala della Cevi apre la stagione mondana dell’estate caprese. Quest’anno l’appuntamento è all’Hotel San Michele di Anacapri della famiglia Coppola.
Grandi artisti sul palco di vele bianche: Piero Cotto, il re milanese del blues, con Beatrice Dalì e la voce dell’immenso cantautore bolognese Andrea Mingardi.
Tre serate memorabili di musica e amicizia. Il ricordo di Francesco De Maio, fondatore del polo campano della ceramica, oggi diretto dalla moglie Enza e dai figli Giovanni e Pina. Storia di un’azienda dai colori delicati e originali, ispirati ai fiori dell’isola di Capri.

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200506-11-3mI girasoli nella prima serata, fiori bianchi e conchiglie nella seconda e, per la serata conclusiva, romantiche candele e petali di rosa. Sono i motivi ornamentali della tre giorni del Galà della Cevi ad Anacapri (30 giugno, 1 e 2 luglio) nel 46° anniversario dell’azienda vietrese della ceramica d’autore.
L’evento, che apre la stagione mondana dell’estate sull’isola azzurra, lascia quest’anno il “Palatium” di Marina Grande, in via di riammodernamento, per “salire” ad Anacapri nel suggestivo hotel “San Michele” della famiglia Coppola, ospitalità elegante, ricco il libro degli ospiti dai tempi leggendari di Clark Gable e Kirk Douglas, Rita Hayworth e Elizabeth Taylor, quando Hollywood appariva d’estate a Capri.
La Cevi della presidentessa Enza De Maio e dei figli Giovanni e Pina, suoi diretti collaboratori, è azienda leader della ceramica artigianale con una produzione di alta qualità nell’esaltazione dei maestri ceramisti che impiega e nella particolare ricerca dei colori, una linea esclusiva con le tipiche pennellate in cui spiccano il verde ramina, il blu cobalto, il manganese che è un colore terra bruciata, il giallo-sole e l’azzurro.
Patron del Gala è Roberto Gianani, il poeta del marketing, general manager della Cevi. Da sedici anni inventa, gestisce ed esalta il raduno degli architetti, dei clienti e degli amici dell’azienda nell’isola caprese, un incontro d’amicizia e di allegria, di musica, più che una convention o un appuntamento di lavoro. Negli anni, Gianani, editore e direttore di questo giornale, scatena la sua fantasia, la vena artistica e la sua sensibilità nel sorprendere gli ospiti con allestimenti sempre nuovi e la partecipazione dei più noti assi della canzone, suoi amici.
Nelle edizioni precedenti, sul palco del Galà si sono avvicendati Fred Buongusto, Franco Califano, Rocky Roberts, Mirna Doris, Bruno Lauzi, Drupi, Luciano Rondinella con le due splendide figlie canore, Wilma Goich, Edoardo Vianello, i Pandemonium, Consiglia Licciardi e i suoi violini, Gilda Giuliani, il poeta della canzone Luciano Rossi, Riccardo Fogli, il re caprese della chitarra Guido Lembo, l’anno scorso Peppino Gagliardi per un revival di grande successo. Proprio a un Gala della Cevi tenne il suo ultimo spettacolo all’aperto Umberto Bindi.
Quest’anno è ancora nutrito il gruppo degli artisti delle tre serate con 120 ospiti provenienti da tutta Italia.
Il debutto tocca alla band latino-americana “Cibum-Cibum” di Claudio Coppola cui va il merito di avere riaperto e rilanciato la “Vecchia lanterna verde” di Anacapri. Ai tempi d’oro, ospitò Brigitte Bardot, Roger Vadim, Katherine Hepburn.
Nella seconda serata, l’atteso ritorno di Piero Cotto, il milanese del blues, codino artistico, gilet di lamè e camicione blu, fisico maestoso, voce affascinante, in compagnia di Beatrice Dalì, voce lirica e lunghi riccioli, una coppia fissa nei festival musicali di tutto il mondo. Favolosi i tributi a Barry White, Barbra Streisand, Whitney Houston, Dionne Worwick, Burt Bacharach. I loro successi reinterpretati da Piero Cotto e Beatrice Dalì arricchiscono le performances della coppia.
Andrea Mingardi è la “stella” della serata conclusiva, capelli lunghi e faccia da profeta, cantautore bolognese immenso e anche più, scrittore, poeta ironico e calciatore della Nazionale cantanti con cui oggi si diverte a giocare in mezzo al campo sconfessando le sue origini di portiere nelle giovanili del Bologna, avventura di… mezzo secolo fa. Il calcio e la passione per il Bologna gli hanno “strappato” tenerissime canzoni: “Cuore Rosso-Blu”, “Ultra’s Love Song” e “Le tue ali Bologna”. Da leggere il suo libro “…benéssum!” che raccoglie le voci della gente comune nell’affermazione di un egoismo contro tutto e tutti, un exploit di neorealismo bolognese.
Mingardi è il riuscito impasto di una madre siciliana e di un padre bolognese. Da trent’anni sulla breccia, maestoso, affascinante, “rugginoso e spigolosamente sarcastico” come ama definirsi. L’ultimo album, “Ciao Ràgaz”, è un “live” in dialetto sui temi della vita. Ma come non ricordare “Amare Amare”, “Canto per Te”, “Con un Amico Vicino” e quel primissimo accattivante “Nessuno siam perfetti, ciascuno abbiamo i sui difetti”? L’anima autentica di Bologna, crapulona, contadina, smargiassa, pungente, si sprigiona dalla varietà musicale di Mingardi, soul e rock’n roll, jazz e funky. Una vita di concerti, un musicista “a cavallo di varie generazioni”, un artista tutto da godere nella serata anacaprese in cui risuoneranno le note magiche del sax di Al Martino, il musicista del cielo, famoso pr i concerti sul Monte Solaro.
L’Hotel San Michele farà da splendida cornice al Gala con l’ospitalità di garbo e di gusto di Norma Coppola, la piccola grande regina dell’albergo dagli occhi neri, il volto ancora da ragazza e i giovanili capelli corti, suggestivamente bianchi. Con lei i figli Massimo e Claudio. Lo scenario sarà quello di un palco con vele bianche (erano blu l’anno scorso) e ombrelloni bianchi lungo i bordi della piscina dell’albergo.
E’ l’occasione per un ricordo commosso di Francesco De Maio, scomparso quest’anno, che è stato il fondatore dell’impero della ceramica nel Sud, creatore di un polo industriale che ha raggruppato la “De Maio Ceramica”, la “Vietri Antico”, le “Antiche fornaci D’Agostino” rimodernate nel rispetto di duecento anni di storia e la “Cevi”. Amava definirsi “ceramista regista” il capostipite della famiglia De Maio, con la bella faccia di un Jean Gabin del sud e gli occhi azzurri, nei suoi impeccabili completi blu, schivo d’ogni ribalta, protagonista essenziale “dietro le quinte”.
Un uomo di pochi svaghi, Francesco De Maio, famoso per le passeggiate autunnali in auto lungo la costiera e per la sua casa-rifugio a Maiori.
La moglie Enza, donna deliziosa coi capelli corti, ramati, e una straordinaria carica vitale, ne ha raccolto la magnifica eredità, dopo avere lavorato appassionatamente al suo fianco, conquistando l’ambito Premio Belisario, il grande riconoscimento destinato all’imprenditoria femminile. Il figlio Giovanni, con gli stessi occhi azzurri del padre, è il presidente del Gruppo che riunisce le quattro aziende, membro del consiglio d’amministrazione della Banca della Campania e di recente chiamato a far parte del consiglio direttivo dell’Assopiastrelle nazionale, presente al Gala della Cevi con la moglie Patrizia dai capelli di seta, responsabile dei progetti informazione del Gruppo. Presente, naturalmente, anche Pina De Maio, coi suoi riccioli biondi, l’altra figlia di donna Enza, attivissima nelle imprese di famiglia. Con la moglie Rosy, ci sarà Antonio Roberti, direttore commerciale della Cevi, da vent’anni nell’azienda.
Ospiti da tutta Italia. Tra gli altri, Massimo Casadei di Cesena, progettista dei più noti alberghi della riviera romagnola, con la moglie Rosalba, Mario e Ginetta Staiano, Franco e Stella Monari, Ermanno e Anna Ghermandi, Franco e Anna Cerrotta, il medico anacaprese del mare Angelo Apicella con la moglie Annamaria, Giancarlo e Patrizia Salaroli, il principe di Corato Mimmì D’Introno e la moglie, l’onorevole Alfonso Perrone, Tommaso e Patrizia Di Tommaso, Rosaria Brudetti e il marito Rodolfo, Antonia Mei e Carlo Attianese, gli architetti Roberto Luperini e Daniele Morelli.
“Musica fa rima con piastrella”, sostiene Gianani. Ecco svelato il segreto delle serate musicali della Cevi. “La pennellata a mano del ceramista è come una nota, il colore è come una canzone”. Ma perché a Capri il Galà? Perché nell’isola Gianani, viene ad ispirarsi ai colori capresi. Così sono nati, nella ceramica di Vietri, il blu-Tragara, il verde-Tiberio, il giallo-Marina Piccola. I gelsomini, le ginestre, le fresie, le roselline, i ciclamini e le buganvilles di Capri hanno ispirato il catalogo della Cevi dal titolo “I giardini di maggio”.
Questa è la storia che l’incontro di Anacapri ricorderà. “Se hai un buon prodotto, puoi andare sul mercato con un sorriso e una canzone” è la frase di Gianani che ispira il Galà.

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