Quel profumo caprese negli alambicchi dei frati

– di Maria Rispoli

La scoperta del padre priore della Certosa di San Giacomo. I fiori raccolti in omaggio a Giovanna d’Angiò
resero fragrante l’acqua nella quale erano conservati. Fu l’inizio di una storia di aromi che Carthusia ha
catturato e rielaborato nelle gocce di Capri, sapori e allegria dell’isola imprigionati in eleganti boccettine.
Il successo nel mondo dell’azienda di Silvio Ruocco che conta seicento negozi in quaranta paesi.
Un’impresa di grande artigianato, promotrice di iniziative per diffondere il patrimonio caprese di arte e cultura.

200912-13-1m

200912-13-2mL’isola fa fatica a svegliarsi. Pigra si attarda e si accoccola tra lenzuola ancora profumate di luna e sgualcite da dolci follie. Da vera maliarda affonda i suoi occhi nel blu, più languida che mai. Il sole inizia a riscaldarle la pelle ed abbagliarle il cuore. Capri è bella, dannatamente bella e si lascia guardare, ammirare. Le sue strade e i suoi vicoli come mani e dita affusolate a condurre lungo scorci dal fascino inaspettato. Sono curve da accarezzare, da vivere, da godere. In piazzetta soffici croissant e bollente caffè americano accompagnano il buongiorno di uomini d’affari e donne fascinose seduti ai tavolini dei bar. Potere e denaro, candide camicie di lino ed aria un po’ snob. Eleganti cappelli dal gusto retrò ed irrinunciabili occhiali scuri a coprire serate fatte di balli colorati di passione e di peccato.

In via Vittorio Emanuele, appena accanto al “Bar Tiberio”, sogni di lusso e di buon gusto, di pietre preziose e linee originali ammiccano da un’antica gioielleria. All’ingresso lo sguardo di Silvio Ruocco è quello di un capitano che dalla prua del suo vascello osserva la corrente. Osserva il mondo e le sue sfumature. Lo sguardo fiero di quel capitano altero ed elegante entra negli occhi di chi lo ascolta. Quello sguardo sembra sovrastare la folla. È uno sguardo che va oltre. Oltre i turisti che assalgono l’isola come pirati, oltre la gente che si accalca nei vicoli, oltre i luoghi comuni, oltre il vociare, oltre la massificazione e la banalità.
Silvio Ruocco ha lo sguardo fiero e il cuore grande, un cuore che batte per la sua Capri. Ne ama i colori, i profumi e le emozioni che regala ad ogni angolo, soprattutto se si abbandonano le vie dello shopping che di caprese, oramai, hanno ben poco. Silvio Ruocco ama Capri e la tranquillità che sa donarti se solo si ha la sensibilità di fermarsi ad ascoltarne l’anima. Quel capitano altero ed elegante ama il bianco delle viuzze e delle stradine, gli spruzzi di allegria delle bouganville e delle ginestre. Ama l’aria deliziosamente charmant di quella diva sdraiata sul mare e le sensazioni che regala via Tragara fino alla sua Punta, lì dove il paesaggio ti toglie il fiato e ti riempie gli occhi di azzurro e di sale tra la maestosità dei Faraglioni.

Imprenditore e uomo d’affari, all’apparenza impassibile e distaccato, imperscrutabile ed inafferrabile, Silvio Ruocco è un uomo che conquista non appena lo si sente parlare. Non parla di sé e di quello che fa, ma di ciò che lo circonda. Racconta la sua isola. È felice di esservi nato, di viverci, di essere parte di essa. La sua professionalità profuma di infinito affetto per una Capri che veste i propri abitanti di inarrestabile orgoglio. Nelle sue parole e nei suoi gesti il rammarico per le difficoltà che hanno portato la gran parte degli artigiani locali a chiudere le loro attività. Nelle sue parole e nei suoi gesti c’è stile ed eleganza, passione e forza.
È bello ascoltarlo. È bello ascoltare suo figlio Fabrizio che ama il mare più di ogni altra cosa. Gli brillano gli occhi quando ne parla. Il blu di quelle acque gli attraversa le vene, è brezza pulita che gli riempie i polmoni. La sua Capri preferita ha il sapore di una passeggiata invernale in compagnia del passo fedele del suo cane. È il silenzio e la quiete tra le strade non ancora invase dai turisti. È il sole che assonnato si alza al mattino cullando leggero il ritorno in porto dopo una battuta di pesca.

L’amore della famiglia Ruocco per l’isola viene fuori prepotente come un’onda che, forte ed incontenibile, sommerge gli scogli. Quell’amore ha un nome, Carthusia. Narra la leggenda che nel 1380 il padre priore della Certosa di San Giacomo per accogliere degnamente la sovrana Giovanna d’Angiò fece raccogliere i più bei fiori dell’isola. Dopo tre giorni il priore si accorse che l’acqua nella quale erano stati conservati aveva acquistato una misteriosa e gradevole fragranza. Quell’acqua fu il primo profumo di Capri.
La storia racconta, poi, che nel 1948 l’allora priore della Certosa svelò ad un chimico piemontese le antiche formule dei profumi elaborate dai frati. Di lì nacque il più piccolo laboratorio del mondo a cui venne dato il nome di Carthusia, vale a dire Certosa. Quella tradizione oggi continua a perpetuarsi grazie alla famiglia Ruocco. Carthusia non è solo un’azienda che produce profumi. Attraverso gli antichi alambicchi, gocce di Capri si trasformano in nuvole di sogno racchiuse in preziose bottigline. Nelle ceste i petali di arcobaleno sono battiti di farfalla che riempiono l’aria di primavera.

Essenze e fragranze come abiti che vestono di seduzione chi li indossa. Essenze e fragranze per sentirsi parte di quella magia chiamata Capri. Carthusia è passione ed arte. È qualità e cura per i dettagli. È il gusto per il bello e la ricerca di un’emozione. È la voglia di racchiudere un ricordo in una sensazione fatta di fiori. E’ l’artigianalità. È un momento prezioso da catturare chiudendo gli occhi. Carthusia è il profumo del garofano selvatico e del rosmarino del Monte Solaro, è il bianco dei gelsomini e l’oro dei limoni. È la voglia di mare. Sono i sapori e l’allegria di Capri che intensi colorano la vita di chi la attraversa. Profumi come rugiada delicata che accarezza la pelle di un fiore rubandogli l’anima. Sulla scorta di uno studio cromatologico commissionato all’accademia “Cignaroli” di Verona, l’ultimo baluardo artigianale dell’isola realizza per ogni colore una fragranza, ogni fragranza come una splendida storia da leggere semplicemente aprendo un’elegante ampollina.

Carthusia è il sacrificio e l’impegno grazie ai quali si sopportano e si superano difficoltà logistiche e costi maggiori pur di mantenere il laboratorio sull’isola e avere dipendenti capresi. Niente dinamiche di mercato e spietate logiche di marketing, nessuna distribuzione esasperata o desiderio di sviluppo a tutti i costi.
Fare bene per se stessi, questa la filosofia portata avanti da Michele Pagani, valido direttore commerciale dell’azienda.
Quell’antico laboratorio di profumi, nato più di mezzo secolo fa, rivive oggi mantenendo il proprio carattere di profumeria artistica. In un mare fatto di mercato globale e brand internazionali privi di identità, Carthusia emerge come un’isola, preziosa ed ammirata a livello nazionale ed internazionale. Il marchio è distribuito in 40 paesi all’interno di 600 negozi specializzati. Come una vela, Carthusia naviga sicura mantenendo ferma la propria rotta fatta di tradizione e abile manualità, di talenti e di ricercatezza. Quella vela punta verso le atmosfere ed i colori di Capri, verso lo stile e l’unicità. I remi del suo equipaggio affondano in acque piene di storia. A bordo di Carthusia non ci sono riunioni o strategie commerciali ma piani di viaggio e scoperte.

Passeggiate lungo via Krupp ed occhi nei Faraglioni ad afferrare la natura e le sue sensazioni per poi racchiuderle in una bottiglina. Quel capitano altero ed elegante governa la vela in modo sapiente conducendo i propri marinai attraverso mari arditi e vincenti. Senso critico e spirito di squadra, caparbietà e passione. Scelte di valore e voglia di mettersi in gioco. Sopra ogni cosa, Carthusia è arte e valorizzazione della sua isola. Di qui la volontà di essere tra i soci fondatori della Fondazione Capri, nata per tutelare e promuovere il patrimonio storico, artistico e culturale del territorio e, al contempo, per produrre e diffondere cultura. In quest’ottica si pone, anche, la decisione dell’azienda di sponsorizzare la scuola vela bambini dello Yacht Club di Capri, quale sport in grado di sviluppare la capacità di compiere delle scelte e diventare gli uomini di domani, i nuovi capitani.

Carthusia è attenzione al mondo che la circonda e sensibilità, la stessa che ha portato alla volontà di mettere le persone non vedenti nella condizione di poter scegliere una fragranza tra le tante create dalla maison caprese. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, prevede, per la prima volta in Italia, l’inserimento su un lato della confezione della descrizione del prodotto attraverso il metodo di scrittura Braille. Proprio come l’immagine creata dal pittore Laboccetta quale simbolo dell’antica profumeria, Carthusia è una sirena carica di fiori che, nel suo navigare accanto a quel capitano altero ed elegante dallo sguardo fiero e dal cuore grande, fascinosa ed incantatrice, inebria di frizzante magia isolana quanti la accarezzano.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *