Il reporter dell’Isola

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è “destra”. Berlusconi e Bossi ci fanno la festa. Siamo andati al voto, siamo andati alle urne. Abbiamo fatto il nostro dovere di cittadini naviganti tra la ‘munnezza e i guai. Siamo andati a votare, siamo andati a mettere le croci sui simboli della democrazia con le bandiere tricolori e maschere di allegria. L’Italia s’è desta, è tutta una festa. Al timone Berlusconi, questa è la rotta della occasioni, via la bufera, via la tempesta. All’orizzonte il Popolo delle Libertà, a nord la Tav, a sud il ponte sullo stretto. E’ cambiata la musica, ora l’Italia è un fischio di treno. Cambia la nazione, cambia il cielo, cambiano le stagioni, cambiano le regioni, cambiano gli stregoni, cambiano i costumi e i malcostumi. I poveri saranno meno poveri, i pensionati meno pensionati, le donne conteranno di più e non saranno solo orizzontali, i disabili saranno meno disabili, i giovani troveranno un lavoro, i vecchi non saranno più soli. I poliziotti arresteranno i colpevoli, i processi dureranno meno di dieci anni, i magistrati saranno giusti, i delinquenti andranno in prigione. I politici manterranno le promesse, rispetteranno programmi e progetti, i ricchi pagheranno le tasse, i bambini avranno gli asili, i mendicanti avranno una casa, i malati verranno curati con amore e competenza, i salari saliranno, le tasse scenderanno. I managers che distruggono le aziende verranno spediti all’Asinara a coltivare i cavoli e recitare il mea-culpa. I cantanti non saranno stonati, Simona Ventura diventerà suora di clausura, Luca di Montezemolo farà l’eremita a Cetrella, Diego Della Valle camminerà a piedi scalzi sui sentieri della Migliera. Dolce e Gabbana smetteranno di essere volgari in tutto, a partire dall’evadere il fisco. Luxuria e Platinette si sposeranno a Punta Carena, al Lido del Faro e faranno dodici figli in provetta. In Piazzetta saranno proibite le scollature generose e le tette al silicone. Scompariranno telefonini e tatuaggi, ritorneranno poeti e scrittori, nei Giardini di Augusto i fiori splenderanno di colori. Salvatore Ciuccio scenderà da cavallo, Ciro Lembo tornerà a fare il pescatore. Ad Anacapri si costruirà un cinema-teatro con le poltrone di velluto rosso. Nella Nuova Piazza ci saranno i limoni, un Libro-Bar e venti di cultura. Axel Munthe si compiacerà e parteciperà alla Settembrata, canteranno i Cibum-Cibum e sarà festa.

Il porto di Marina Grande si riempirà di barche di legno e veri marinai e il Don Francesco navigherà sulle rotte di altri mari. Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta. Ha vinto la destra, è tutta una festa. Pippo Baudo non presenterà più Sanremo, Loredana Bertè diventerà una signora, Adriano Celentano si ritirerà in via Gluck. Rosa Russo Jervolino si farà operare alle corde vocali. Andrà tutto bene ma non parlerà più, mai più. Bassolino si dimetterà e regalerà ai disoccupati napoletani la sua collezione di arte contemporanea. Diminuirà la “‘munnezza”, mozzarelle e pomodori avranno un buon sapore di pulito. Il PIL non sarà più l’acronimo di “poveri illusi” ma la sigla di “premiamo il lavoro” non più le marchette. Fratelli d’Italia, L’Italia s’è desta, Berlusconi e Bossi ci fanno la festa.
Balle Argo, tutte balle. Ho il pelo dritto e una fottuta paura. Il risultato delle elezioni mi spaventa. Fausto Bertinotti, l’uomo-rosso vestito di cachemire che viaggia con le Clark ai piedi, ha detto addio. Più che un arcobaleno, il suo è stato un tramonto. Erano quattro amici al bar e volevano cambiare il mondo ma Fausto Bertinotti è rimasto solo. Boselli è naufragato insieme ai socialisti che sono affondati dentro le immense tette di Milly D’Abbraccio. Tette memorabili ma inutili. De Mita è tornato a Nusco, il suo Gerovital non è bastato. Clemente Mastella, il grande, l’immenso, l’infallibile, l’eterno, l’ex ministro delle giustizie e degli indulti fa l’opinionista per una gazzetta di Ceppaloni. I verdi sono diventati gialli per il mal di fegato. Alfonso Pecoraro Scanio si darà alla coltivazione dei carciofi per combattere il logorio della vita moderna. Gente che va, gente che viene e chi non muore si rivede. Ecco di nuovo Giuseppe Ciarrapico. Il “Ciarra” ultrasettantenne, mussoliniano, editore nostalgico, bancarottiere, cuore nero e fraudolento. Andreottiano e acquaiolo, lingua velenosa e pistola nel cassetto.

Cosa dirà Giuseppe Garibaldi? Cosa diranno i Cacciatori delle Alpi? Cosa dirà Anita? Cosa diranno i Mille?. E’ naufragato anche Giuliano Ferrara “l’ateo devoto per eccellenza”. Da giovane si inginocchiava a Stalin e a Togliatti, nella maturità pregò per Craxi e Berlusconi. Ora, nell’età della vecchiaia, crede in Dio e nella Misericordia e lotta contro l’aborto. E’ rimasto solo e ingombrante attaccato ad un Foglio. Amen.
Nello stesso mare degli esclusi, vestita tutta di nero, è scivolata Daniela Santanchè, bella e furiosa, seducente e “passionaria”, la lunga chioma di rame incollata ad un tacco a spillo con i brillantini Swarosky. E ora, i cani randagi chi li protegge? Chi li difende, chi li aiuta, chi li ospita, chi li rappresenta? Sinistra addio. Senza i comunisti, senza i socialisti, senza la fiamma che fine faranno i cani randagi? E i bastardi? E i perdenti? Non voglio finire in un ospizio senza euro, senza amici. Ho paura dell’orchestra Berlusconi: Gianni Letta alle percussioni, Maroni alle tastiere, Tremonti al violino, Fini al contrabasso, Bossi al trombone, Calderoli alla chitarra acustica, la Brambilla ai fiati e il Cavaliere voce solista. Non mi fido, non mi fido. Sono un cane sciolto che non suona nemmeno l’armonica, dove vado? Meno male che c’è Giorgio Napolitano sul trono del Quirinale.
Niente paura Argo, niente paura come canta Ligabue. Bisogna riflettere, reagire e ricostruire una opposizione che abbia una carta dei valori in grado di far sventolare la bandiera delle libertà, del non potere e della dignità per tutti. Affido una lacrima al vento e raggiungo Lilli la Comare.
E’ di nuovo primavera, niente paura.

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