Storia di un agosto di pioggia

Il diluvio di un anno fa.
Come si divisero gli isolani tra vacanzieri a tutti i costi e fatalisti.
La malinconia di Gervaso e il duo vocale De Sica-Verdone.
Guido Lembo inventò una canzone e Naomi Campbell comparve nella taverna allo scoccare di un tuono.

200308-19-1m“Tum, tum, tum, ‘na goccia d’acqua ‘ngopp’a na rammera, che scassamient’ ‘e c…”. Così diceva Ferdinando Russo raccontando la pioggia e così avrebbe detto, forse, a Capri nell’agosto del 2002. Una pioggia che è durata giorni e ha allagato l’isola. Cieli neri. Chiove, o patatern’ s’è scurdat’ e’ll’acqua.
Marina Grande è una folla di gente stretta sotto gli ombrelli. I barcaioli hanno volti bui, niente giri dell’isola. I loro gozzi, attraccati alle banchine, fanno tendere paurosamente le cime nonostante gli ormeggi rinforzati. La faccia di Gennarino Albe-rino è nera come il cielo. Il mago delle previsioni del tempo è pessimista: “Chesta nunn’è ‘na trupea ‘e cerase, è pioggia che durerà a lungo”. I vip s’incazzano, i normali s’adeguano.
Mare grosso, molto grosso, forte vento di libeccio, acqua, acqua dovunque, che fa saltare i tombini e crea orrendi e puzzolenti ruscelli grigi. Via Camerelle è un fiume di fango, acqua alta. Capri come Venezia. Negozi allagati, le griffes nascondono il viso dietro vetrine annacquate da lacrime di pioggia.
Piove sulla Piazzetta. Spariti ombrelloni e tavolini, all’interno i bar sembrano carrozze della metropolitana negli orari di punta. Lungo la via per Tragara, un ruscello d’acqua scioglie un muro di glicini e pietre. Sotto un cielo di nubi la Certosa appare ancora più abbandonata.
Capri non è più azzurra, è tutta nera. “Come un cappello di monsignore”, così diceva Giuseppe Marotta. Raffiche di pioggia come a novembre, i costumi di Roberto Russo riposano in pace nel fondo di un cassetto: non troveranno il sole.
Cielo di carbone. Piove. La signora Marisa, una donna molto disinvolta e avvenente, ha lasciato la nebbiolina del Piemonte e ha trovato a Capri nuvole galoppanti. Ma la pioggia non ha spento la vivacità della splendida torinese. La misteriosa signora, quarant’anni e una bocca di fuoco, ha fatto perdere la testa a molti uomini e, alla fine, si è rifugiata tra le braccia di un maturo playboy. Cene a lume di candela alla “Cantinella di Giorgio Rosolino” e brindisi all’estate bagnata con bottiglie di vino doc. Parole complici e scollature profonde, molto profonde. L’antico playboy è ringiovanito e ha benedetto le colline piemontesi e quelle labbra di Dolcetto.
I temporali continuano. La pioggia divide uomini e nazioni. Gli italiani si lamentano, i tedeschi se ne fregano e continuano a condurre una vita normale fatta di nuvole e mare, gli americani si consolano cantando “Champagne” insieme a Peppino di Capri al “Quisisana”.
Ma gli italiani, si sa, sono un popolo pieno di sfaccettature e si ripartiscono in sottogruppi: i vacanzieri a tutti i costi, i fatalisti e i rifugiati sulle barche. Tra questi, Pasquale Natuzzi a bordo dell'”Antonìsa”, un veliero esageratamente bello, inchiodato nel porto. Chiacchiere lente e cene lussuose tra i cuscini blu mare di “divani & divani”.
I fatalisti si rintanano ad Anacapri. Imperturbabile, al bar in compagnia di Giovanni Cerami, Giuliano Zincone consuma caffè, sigarette e giornali. La pioggia non sfiora la saggezza dell’opinionista del “Corriere”. Nella sua villa di Damecuta, Antonio D’Amato approfitta del maltempo e riempie la sua agenda di futuri incontri in Confindustria, tassi d’interesse, articolo 18.
Sugli imprenditori cade una pioggia nera, il 2003 si presenta pieno di nuvoloni. Chiuso in casa pure Roberto Gervaso immalinconito anche nel farfallino. Il giornalista fa vita da monaco, mangia semolini e verdura cotta. Ascolta la musica di Vivaldi e legge le lettere di Seneca.
Capitanati da Enzo ed Annalisa De Paola, i vacanzieri a tutti i costi esorcizzano acqua e vento al grido di “iesce sole”. Feste e party salvatutti su terrazze inguaiate di pioggia. Le performances musicali del duo Christian De Sica-Carlo Verdone aprono squarci di sorriso. Santo Versace definisce Capri l’isola più glamour del mondo, Gino Paoli incanta tutti con i suoi brani carichi di poesia.
Giù, a pochi passi dalla Piazzetta, Guido Lembo s’inventa una nuova canzone: “O ritmo do’ corazòn”. La gente balla scatenata sui tavoli, ma all’improvviso la taverna “Anema e core” ha il sussulto di un tuono. Al braccio di Stefano Gabbana compare Naomi Campbell. Si fermano gli orologi, si chiudono gli ombrelli. E’ lei il sole nero, carico di bellezza e seduzione. E’ una crema al cioccolato, la crema del piacere che infiamma anche chi ha il cuore bagnato dalla pioggia. (r.g.)

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