Sul mare luccicano i gioielli di Carla

– di Caterina Ruggi d’Aragona

Il serpente, caratteristica creazione di Carla Della Corte, da anello a bracciale.
Amuleti che diventano portachiavi, numeri in oro e in argento per ricordare un giorno particolare.
Imprenditrice-flipper sotto l’ala della mamma Ileana attenta al classico. E un calendario che è diventato cult.

200312-14-1m

200312-14-2mOggi ho deciso di non ascoltare il rumore assordante delle lancette. Mi lascio trasportare dai miei pensieri e, attratta dal fascino irresistibile di Castel dell’Ovo, mi fermo al Borgo per un aperitivo. Ammiro con occhi trasognati il golfo che si posa dolcemente sull’acqua, su cui brillano chiarori di una serata autunnale dal cielo rosato. Tutto tace: accanto a me solo una giovane signora, che sembra assorta nei miei stessi pensieri.
-Anche lei, come me, è venuta a respirare un po’ d’aria di mare?
Lo sguardo arguto, la cura di ogni particolare, il suo estro pacato rivelano personalità grintosa e creativa. E non potrebbe essere altrimenti perché la sua vita è ricerca della bellezza, che coglie tra le stelle, negli abissi del mare. Il suo lavoro è regalare “gioie” attraverso piccoli oggetti dal carattere inconfondibile. È Carla Della Corte, la “donna flipper”, sempre in movimento.
“Sono una perfezionista, e vorrei tenere tutto sotto controllo; ma spesso mi lascio trasportare dalla passione”.
Il culto della forma, la razionalità di un’imprenditrice e insieme l’amore travolgente per le pietre preziose, la creatività straripante di un’artista si completano in una pacifica convivenza. Carla Della Corte è la titolare della gioielleria in via Calabritto che la mamma, Ileana, rilevò alla morte del marito, nel 1974. Sempre nel suo negozio, Carla si nasconde al piano inferiore dove, ordinando tutto con precisione maniacale, disegna, crea, cerca nuove idee per soddisfare le esigenze dei clienti.
“Abbiamo sempre fatto oggetti secondo il nostro cliché, cerchiamo qualcosa di nuovo che abbia fascino, calore, morbidezza”.
– Avete sempre partecipato alla vita cittadina realizzando oggetti in ricordo delle ricorrenze più importanti. Tra questi, il San Gennaro in argento è diventato quasi un simbolo.
“Lo creammo per l’apertura della Cappella del Tesoro e lo regalammo a Scalfaro. Abbiamo realizzato 250 orologi con vedute di Napoli in occasione del G7 ed altri per la Coppa Davis, un cofanetto d’argento, omaggio alla principessa Anna d’Inghilterra, quando venne a Napoli, e un Vangelo con copertina d’argento per il Papa”.
– La vostra tradizione continua con alcuni pezzi intramontabili, come gli anelli con l’iniziale incisa su pietra in onice, o quelli con il serpente, le collane di perle. Negli ultimi anni avete lanciato anche una linea più moderna.
“Il segreto è nell’innovazione, mantenendo le forme belle sempre. Ci piace sfiorare le mode senza seguirle fino in fondo. Mamma rappresenta il classico, ma è attenta al nuovo, io mi confronto con lei per non spingermi oltre. A volte, le nostre creazioni vengono capite solo nel tempo. I gioielli devono provocare certe sensazioni, mi devono emozionare. Cerco pietre semipreziose per farne oggetti da portare con più tranquillità ed estro: quest’anno ho realizzato, ad esempio, delle collane con perle schiacciate, particolarissime, perché da lontano sembrano bulloni d’oro, bianchi, gialli e rossi. Penso sempre un modo originale per sdrammatizzare un oggetto importante, come i serracolli d’elastico nero a cui appendere, con originalità, anche un ciondolo di brillanti. Mi piace giocare e affrontare i clienti da amica”.
Carla cura la creazione, ma anche l’amministrazione, i rapporti con i fornitori e, a volte, quelli con la clientela, fidando sull’ appoggio della mamma e contando sulla preziosa collaborazione di Massimo Di Clemente e Natalie San Severino. La sua vita è una corsa contro il tempo.
“Faccio capriole per conciliare il lavoro con la famiglia. È dura far quadrare tutto, senza togliere niente a nessuno”.
– E quando trova un momento di evasione?
“Non sono abituata all’ozio, non riesco a star ferma. Ho un senso molto spiccato del dovere. Ma a volte cerco dei momenti che siano tutti per me. Adoro viaggiare con mio marito: fermarmi in posti particolari, parlare con lui. Confrontarci stimola la mia creatività”.
– Quale è la vostra isola, l’approdo dei vostri sogni, l’ancora alla vostra fatica, la vostra dimora?
“Capri. Appena arrivo al porto, mi sento a casa. Le casette tutte colorate, la natura aggressiva, piena di contrasti, la sua storia intrigante ricca di storie mi fanno star bene. È un posto comodo, vicino. Mi piace la mondanità, ma anche restarmene nella mia casetta ai Due Golfi. Un’isola, per me, può essere anche molto meno di Capri: starmene in rada su una barca a vela con la mia famiglia”.
È forse, quest’ultima, l’immagine vera di Carla, imprenditrice e artista, donna all’antica e spirito libero, mamma chioccia e ragazza mondana. I suoi gioielli fanno luccicare il décolleté di una bella signora e danno un briciolo di ironia ad un abito di gala, una perla d’originalità per il tailleur di una donna in carriera. Sul mare navigano i suoi gioielli cullati dal dondolio dei gozzi Aprea per il calendario del 2004, che verrà presentato, come ogni anno, in una serata attesa come evento mondano, in cui brindare all’anno che arriva. Tra poco ci tufferemo nei regali di Natale e gireremo impazziti in cerca di un simbolo, un omaggio, un dono.
– Sicuramente voi riempirete i pacchetti di “chicche” luccicanti e originali.
“La novità della collezione autunno-inverno sono i numeri in argento e oro, che possono ricordare una data, un momento di vita, un portafortuna, come gli amuleti che diventano portachiavi. Coloriamo l’anno nuovo di fortuna, lo vestiamo di brillanti per fermare le pagine di un libro che ci augura la buonanotte, o per trovare le chiavi nella borsa. Diamo nuova forma al nostro serpente, che continua ad essere anello e diventa anche bracciale in onice”.
Vedo già le lucine, le vetrine tutte colorate, l’abbraccio di un caldo piumone, il frastuono delle risate, le piccole “gioie” di un pacchetto… e assaporo la festa.

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