Una bandiera napoletana al polo sud

– di Mimmo Carratelli

L’impresa sportiva e scientifica di “gindungo”, la prima barca a vela che circumnavigherà il continente antartico.
Il cutter italiano isserà il guidone biancoblu del circolo savoia, l’ultima fantastica idea di pippo dalla vecchia, il presidente dei sogni e delle avventure audaci.
Il viaggio del cutter si inquadra nell’antarctica sailing project per lo studio dell’ecosistema e del riscaldamento globale.

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200712-16-2mDi che cosa non è capace l’immenso Pippo Dalla Vecchia, presidente del Circolo Savoia, vulcano di idee, irrequieto sognatore e perfetto organizzatore di imprese memorabili? Dove non piazzerebbe il guidone biancoblu del Circolo per affermare una esistenza elegante, un primato sportivo e l’orgoglio tutto napoletano? Lo piazzerebbe anche in capo al mondo dopo averlo fatto sventolare su “Mascalzone Latino” nel mare di Valencia all’ultima Coppa America.
In capo al mondo? Troppo facile. Lo piazzerà stavolta nel mondo di sotto (se abbiamo, come dire, una visione statica della Terra). Il guidone del Circolo Savoia sventolerà al Polo Sud.
Per arrivare a tanto, Pippo ha contattato, ospitato e galvanizzato l’equipaggio di “Gindungo”, il cutter d’acciaio di 15 metri disegnato dall’architetto e navigatore Alex Carozzo che raggiungerà il continente antartico per circumnavigarlo, prima barca a vela a spingersi alle proibitive latitudini australi. Sarà “Gindungo” a portare il guidone del Circolo Savoia nel regno “sottostante” di ghiacci, licheni, muschi, balene e orche, gabbiani, procellarie e pinguini.
Là dove si inoltrò l’inglese James Cook e il norvegese Roald Amudsen fu il primo a raggiungere il Polo Sud, novantasei anni fa, e Reinhold Messner, discendendo dalle vertigini degli ottomila metri, per tre mesi e 3500 chilometri percorse a piedi i ghiacci antartici con il tedesco Arved Fuchs nel 1989, la “bandierina” con la croce bianca su fondo blu del Circolo Savoia resisterà alle temperature sotto lo zero, con la nostalgia infinita del sole di Napoli, e imporrà l’originale presenza napoletana in una terraacqua- ghiaccio dominata da Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Australia, Francia e Norvegia, le cinque sorelle del Polo Sud.
Non esiste sogno senza la possibilità di realizzarlo è il motto di “Gindungo”, un motto che Pippo Dalla Vecchia ha fatto suo da ragazzo, canottiere e velista, uomo di mare e di fantasia. “Gindungo” è la barca italiana, veloce anche con poco vento, che fa parte della flotta dei “Corrieri del mare” per portare aiuti umanitari alle popolazioni africane e latinoamericane.
Ora ha il Polo Sud nel cuore e sulle sue carte nautiche nell’ambito dell’Antarctica Sailing Project, un programma con finalità scientifiche sui temi dell’ecosistema, dell’effetto serra e del riscaldamento globale. Il Polo Sud viene considerato fondamentale per lo studio dei fenomeni polari e la salvaguardia dell’equilibrio dei ritmi della natura.
Custodendo il 70 per cento dell’acqua potabile del pianeta è definito “il pozzo della Terra”. Responsabile dell’iniziativa italiana è lo skipper romano Davide Freschi. L’Università Parthenope e la Città della Scienza sono coinvolte nell’impresa. Il cutter ha doppie paratie-stagno anticollissione.
Può ospitare a bordo fino a undici persone. Il primato sportivo non è l’unica meta, quelli scientifici sono in prima linea.
Veleggerà leggero e sicuro issando il genoa. Il guidone del Circolo Savoia sarà il suo portafortuna. Nel club del Borgo Marinari, Pippo Dalla Vecchia ha eseguito gli indispensabili rituali magici. “Gindungo” va e Napoli raggiungerà il Polo Sud. Poteva immaginarlo solo Pippo Dalla Vecchia che non mette limiti ai suoi sogni e, per Napoli, andrebbe lui stesso sui ghiacci antartici, a… testa in giù.

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