Verdiana mon amour

– di Mino Rossi

La straordinaria e fantastica storia della ninfa caprese che prima sconvolse l’isola seminando amore e confusione, passioni e odi, e poi, sfuggita all’ira di Zeus e sostenuta dalla madre Azzurra, sirena incantevole abitatrice della Grotta omonima, compì la più straordinaria operazione ambientale che fece di Capri l’isola più bella del mondo.
Come si legge nel libro di Elisa Boniello “Una fiaba caprese”.

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200605-15-3mSull’aliscafo da Capri a Napoli, inganno il tempo della traversata del golfo leggendo d’un fiato il delicato libro “Una fiaba caprese” di Elisa Boniello, insegnante alla Scuola media “Ippolito Nievo” dell’isola, prima attratto dalla bella copertina di un azzurro Capri, poi dal nome della protagonista, Verdiana, singolare e accattivante nome di donna che poi scopro essere una ninfa nel libro pubblicato da GrausEditore con la consueta grazia.
Figlia di una Sirena di indubbio fascino di nome Azzurra, che da una dilettevole fornicazione con Zeus la partorì nella Grotta omonima di Capri, Verdiana, nel tempo dei tempi e degli dei, apparve sul mare di Marina Piccola ai pescatori e ai contadini dell’isola con un corpo bianchissimo coperto in parte da alghe verdi, due stelle rosse marine poggiate sui seni, i capelli biondi e lunghissimi in riccioli inanellati, le gambe sinuose e i grandi occhi magnetici.
La descrizione della ninfa mi riporta, con un lieve palpito del cuore, al ricordo caprese di un incontro di-sastrosamente suggestivo con una ragazza di nome Verdiana negli anni del cha-cha-cha e del “twist again” di Peppino di Capri. Anche lei aveva lunghi capelli biondi inanellati in riccioli e occhi di suprema attrazione.
La cosa straordinaria è che la somiglianza fra la ninfa del libro di Elisa Boniello e la ragazza incontrata su un vaporetto della Span, a quei tempi di gite scolastiche, va oltre il suggestivo aspetto fisico quando leggo che la prima Verdiana della storia chiese e ottenne dall’onnipotente padre con domicilio sull’Olimpo il potere, assai crudele, di suscitare negli abitanti e nelle ninfe di Capri i sentimenti dell’amore, dell’odio e della discordia, potere che esercitò con disdicevole impegno provocando passioni e contrasti fra le coppie prescelte.
Se Verdiana di Capri, nei giochi spesso malevoli degli dei, scelse questo suo malvagio sollazzo giovanile di insinuare amore e odio nei fragili petti umani, che un giorno avrebbero causato la Guerra di Troia, la ragazza Verdiana del vaporetto della Span racchiudeva nel suo cuore l’identico potere di suscitare amore, confusione, contrasti e zuffe attraverso il lampo dei suoi occhi indimenticabili. Voglio dire che fece innamorare tutti quanti capitammo nella sua scia di fascino e ci fece azzuffare per lei provocando odi memorabili fra i concorrenti alle sue grazie.
Capisco solo ora, dopo la lettura del libro di Elisa Boniello, che il potere della ragazza incontrata sul vaporetto della Span era insito nel suo nome, Verdiana, cioè il nome della ninfa che provocava amori e furori, passioni e separazioni, incontri e scontri. Non ci sono, al mondo, molte ragazze che si chiamano Verdiana, ma se ve ne capitasse una, ora sapete che dovete tenervene a distanza nonostante i lunghi capelli biondi inanellati in riccioli, i seni nudi, come va di moda, o coperti da due rosse stelle marine, le gambe sinuose e la promessa dei suoi occhi. Verdiana vuole dire perdizione.
Tuttavia, la prima Verdiana, dopo avere sconvolto l’isola di Capri dolce e pacifica facendone una terra di passioni travolgenti e drammatiche, s’ebbe un memorabile castigo dal padre Zeus che per poco non la uccise. Adiratissimo con la figlia seminatrice d’amore e di zizzania, l’Onnipotene mandò a fuoco tutta Capri, non ancora protetta da Italia Nostra, compresi gli abitanti greci e le ninfe, ritenendo di avere così estirpato tutti le illusioni e le pene di cuore dell’isola e incenerito Verdiana stessa, nascosta in qualche macchia di verde.
Fu la madre Azzurra a salvarla, attraverso peripezie che leggerete nel libro di Elisa Boniello, portandola lontano da Capri. Nell’esilio thrilling, Verdiana fu presa da grande nostalgia dell’isola che aveva devastato col suo potere di ninfa crudele. Vibrarono in lei “il ricordo della bellezza dei verdi sentieri olezzanti di mirto, lauro, rosmarino, e l’immagine degli alti scogli e delle rupi scoscese, delle rocce e delle grotte profonde”. Ma l’ira di Zeus aveva distrutto tutto.
Tornata avventurosamente a Capri, e diventata una ninfa matura, non più dispettosa provocatrice di cuori, congiuntasi alla madre Azzurra nell’omonima Grotta, fra un provvidenziale aiuto di Eracle e l’incontro con Tiberio, Verdiana si dedicò alla rigenerazione di Capri realizzando, col suo potere divenuto benevolo, la più grande operazione ambientalista della storia e creando così la più bell’isola del mondo. Per questo si meritò la nomina a protettrice della Natura.
Ma poiché anche le ninfe, da un giorno all’altro scompaiono, la ninfa Verdiana, prima di scomparire, ebbe la debolezza di affidare agli uomini l’eredità della sua vasta e profonda operazione ecologica con un messaggio semplice: “La bellezza di questo luogo dovrà essere difesa d’ora in poi da chi l’amerà e soprattutto da chi farà parte del popolo di Capri. Gli abitanti di quest’isola dovranno difendere le grotte multicolori, la flora rigogliosa, il mare limpido e turchino, i pesci, gli uccelli migratori e tutte le cose belle di Capri”.
Le cose sono andate diversamente dopo il messaggio di Verdiana a dispetto degli ambientalisti che sono poco ascoltati perché non posseggono il fascino di una ninfa e sono ritenuti dei rompiballe. Ma questa è una storia che conoscete.
Io non so se Verdiana sia al corrente di come vanno le cose oggi, ma soprattutto non so come rintracciare Verdiana del vaporetto della Span. Questo, però, è un problema del tutto personale che esula da ogni possibile intervento di soccorso di “Goletta Verde”.

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