Il viandante delle stelle

Un anno fa, in un primo pomeriggio di agosto, una barca arrivò da Massalubrense e attraccò a Marina Grande. Portava un saraceno con gli occhi azzurri che indossava jeans da pescatore, una magliettina blu con i bottoncini dorati e una sciarpa lunga e leggera color cielo chiaro. Aveva i capelli fonati dal vento e un sorriso indimenticabile. L’ultimo viaggio di Roberto Gianani.

Era il primissimo pomeriggio di agosto di un anno fa. E il giorno era il 19. Un lunedì. Il sole illuminava tutta Capri. Giù al porto di Marina Grande, fra gli aliscafi, i grandi traghetti e i barconi dei turisti per la Grotta Azzurra, avanzò una paranza elegante. Entrò lentamente nel porto. La sospingeva una dolce canzone. I cuori colorati, che erano sulla banchina ad aspettare, potevano sentirla. Era “Ritornerai” di Bruno Lauzi. E poi un’altra canzone, subito dopo, con la voce roca di Califano: “Se ogni tanto ti sembra sentire una voce venir da lontano, son io che ti chiamo”.
I cuori colorati potevano vedere ancora Roberto Gianani in quel suo viaggio poetico, l’ultimo viaggio verso l’isola, come lui l’aveva voluto sul mare delle sirene, e le sirene stavano a guardare. Lungo il tragitto di onde leggere, da Massalubrense a Capri, il “suo” mare l’aveva cullato come mai prima. E il mare aveva quel colore della “linea blu” che Roberto aveva inventato, creativo e geniale manager, alla Saint Gobain. I cuori colorati potevano vedere la sua faccia di saraceno rugoso e gli occhi azzurri. Indossava jeans da pescatore e una magliettina blu con i bottoncini dorati e una sciarpa lunga e leggera color cielo chiaro. Aveva i capelli fonati dal vento sotto un cappellino da marinaio. Al collo una coroncina con i grani del rosario della Madonna di Medjugorje.
I più fortunati di noi potevano vedere il suo sorriso e l’eterna sigaretta tra le labbra. Sulla barca c’erano Daniela, Cri-Cri e la principessina Didì che Roberto chiamava semplicemente “Bimba”. C’erano gli amici più cari. C’era Franco, come un fratello nei giorni di Anacapri. La barca attraccò e nessuno vide scendere Roberto. Scesero tutti dalla barca e Daniela stringeva un’urna tra le mani. Ma Roberto era tra noi, invisibile ai più, però ben presente, sulla banchina, a chi aveva occhi di cuore e gli sentimmo dire: “Allora, come al solito, alici fritte e un bicchiere di bianco a Punta Carena. C’è la luna, stasera”. Aveva sempre quel suo passo di viandante delle stelle. Uno di noi tirò fuori dalla borsa il suo splendido libro di racconti, “A cena con la luna”. Disse ancora: “Non capisco queste facce che avete. Sono venuto, no?, come avevo promesso”. E soggiunse: “Andiamo dal giornalaio a vedere se ha l’ultimo numero de ‘L’Isola’, ce l’avete fatta a farla uscire per tempo?”.
C’era sole, troppo sole. Salimmo ad Anacapri, il suo rifugio di poeta a Mesola, su uno strapiombo fra cielo e mare.
“Perché tanta folla?” chiese quando fummo sul sentiero di pietre di via Catena, odorosa di limoni e glicine, poi i cipressi e un giardino con la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, il cuore antico di Anacapri. La fine del viaggio. Roberto era tra tutti i suoi amici. Accese un’altra sigaretta. “Se ogni tanto ti sembra sentire una voce venir da lontano, son io che ti chiamo”, canticchiò a quelli che erano più vicini a lui. Guardò “Bimba” e sorrise, come sorridono i nonni quando si inteneriscono e negli occhi brilla un’anima di poeta.
Passò un vento di malinconia.
Giù, a Marina Grande, la paranza dondolava, vuota. A Punta Carena, un giro di rondini annunciò una notte di luna piena.
Lassù, il viandante delle stelle camminò sicuro.

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Un commento su “Il viandante delle stelle

  1. Loretta Benedetti 06/08/2014 at 7:11 - Reply

    Un Poeta con il cuore di mare e gli occhi pieni di Amore
    Un Uomo dolce, unico e Speciale che ha lasciato un grande vuoto ma che si fa sentire sempre…
    Un soffio di vento, un dondolio di un ramo di foglie, la luna che brilla, la bellezza…
    Tutto parla di lui, è il Poeta dal cuore colorato che ci vuole accarezzare…

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