Vittorio “Aumm Aumm” personaggio insostituibile

– di Errico di Lorenzo

È venuto a mancare Vittorio Iaccarino, a tutti noto come Vittorio “aumm aumm”.
Anacapri perde uno dei suoi personaggi più insostituibili. Sono stato il suo compagno di indimenticabili momenti trascorsi a casa mia, a Mesola.
Vittorio distingueva l’umanità in due categorie: Uomini di giorno e uomini di notte.
Ovviamente lui si considerava uomo di notte, anzi di night, e, in quanto tale libero di pensare senza i condizionamenti che affliggono, di giorno, l’umana quotidianità. Nelle nostre chiacchierate sono stato sempre io a imparare da lui, perché Vittorio, pur non essendo un uomo di studi, aveva una intelligenza vivissima e non mancava mai di colpirmi con l’originalità delle sue idee e con i fuochi d’artificio delle sue personalissime trovate. Il suo senso dell’humour, esercitato nei confronti dei più che giudicava impietosamente “‘na banda i’ sciem”, mi mancherà molto.
Quando gli chiedevo provocatoriamente se avesse girato il mondo, mi rispondeva: “avvocà io non sono andato nel mondo ma è il mondo che è venuto da me”. Quello che so sul mare, sui venti, sulla pesca, l’ho imparato da lui nelle lunghe chiacchierate a Mesola o nelle uscite di notte a totani. Se di totani non se ne vedevano, Vittorio era sempre pronto a rassicurarmi che sul tardi ci avrebbe pensato lui ad andarli a trovare “int’ e’ nights”. Ho visto Vittorio per l’ultima volta il 17 giugno dell’anno scorso, giorno del suo compleanno che volle venire a festeggiare a Mesola assieme ai medici di Padova che lo tenevano in cura.

Nonostante lo stato di salute debilitato, il suo spirito era sempre lo stesso. La fece, come sempre, da protagonista, con l’efficacia delle sue pirotecniche invenzioni. Sapevo che era l’ultimo saluto che Vittorio era
venuto a fare a noi e a Mesola che, assieme a Punta Carena, godeva di un posto privilegiato nel suo cuore.
La fotografia qui pubblicata gliel’ho scattata una ventina di anni fa: e mi sembra che, meglio di ogni altra, sappia ricordare Vittorio, sul suo “crêpe al formaggio”, a mare, intento a pescare nello specchio d’acqua antistante il Faro. Si muore soltanto quando non si è più ricordati, ma Vittorio continuerà a vivere nel cuore dei suoi familiari e di tutti coloro che gli hanno voluto bene. Preferisco pensare che Vittorio non sia veramente morto, ma si sia soltanto allontanato per tornare alla sua natura, di cui si era sempre sentito parte integrante, e in particolare al suo mare. Tant’è che mi aspetto, in qualche notte d’estate, di scorgere tra le luci delle lampare il profilo del suo lanzino con lui intento a pescare, proprio come nella fotografia con cui ho voluto ricordarlo.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *